Il cielo di aprile 2026 si preannuncia come un palcoscenico cosmico di rara bellezza, ma con una dose di suspense degna di un grande thriller d’autore. Due visitatrici ghiacciate, le comete C/2026 A1 (MAPS) e C/2025 R3 (PanSTARRS), si stanno avvicinando al cuore del nostro Sistema Solare, offrendo una doppia occasione che capita raramente di vivere nello spazio di poche settimane. Tuttavia, come spesso accade con questi oggetti celesti, nulla è davvero garantito: la natura intrinsecamente capricciosa delle comete rende ogni previsione scientifica una sorta di scommessa tra la gloria di uno spettacolo memorabile e la delusione di un corpo celeste che finisce per autodistruggersi sotto lo sguardo dei telescopi. Mentre MAPS si prepara a sfidare le leggi della fisica avvicinandosi pericolosamente al calore infernale della nostra stella, PanSTARRS promette una traiettoria decisamente più stabile e rassicurante, pur mantenendo quel margine di incertezza sulla sua reale magnitudine. Sarà un periodo di attese, di nasi rivolti all’insù e di binocoli tenuti costantemente a portata di mano, nel tentativo di immortalare quel bagliore fuggente che potrebbe trasformare una serata qualunque in un evento astronomico storico.
C/2026 A1 MAPS: la folle corsa della “Sungrazer”
La prima protagonista del mese è la cometa C/2026 A1 (MAPS), appartenente alla categoria delle “sungrazer” di Kreutz, ovvero frammenti di un unico, enorme oggetto che si frantumò secoli fa. La sua traiettoria è estrema: tra il 4 e il 5 aprile, passerà a soli 784.000 km dalla superficie del Sole. Una distanza minima che la espone a forze gravitazionali e a un calore tali da metterne seriamente a rischio l’integrità. Con un nucleo stimato di soli 400 metri, MAPS appare particolarmente fragile. Se riuscirà a non disintegrarsi, potrebbe diventare visibile a occhio nudo, regalando una coda luminosa nel crepuscolo. Gli esperti della British Astronomical Association temono però che possa frammentarsi prima del picco; se invece dovesse resistere, il 9 aprile potrebbe rappresentare la data d’oro per osservare una magnifica coda stagliata contro il cielo post-tramonto. Per tentare l’avvistamento, bisognerà guardare verso l’orizzonte occidentale circa 30-45 minuti dopo il calare del sole.
C/2025 R3 PanSTARRS: la certezza di fine aprile
Decisamente meno incline al “suicidio solare” è C/2025 R3 (PanSTARRS). Questa cometa raggiungerà il perielio il 20 aprile e passerà alla minima distanza dalla Terra il 27 aprile. Sebbene meno drammatica di MAPS, PanSTARRS è più prevedibile, anche se la sua luminosità resta un’incognita: le stime variano da una magnitudine 8 (visibile solo con binocoli) a una magnitudine 2.5, che la renderebbe chiaramente visibile a occhio nudo sotto cieli bui. Nell’emisfero boreale, il momento migliore per osservarla sarà a fine aprile, nel cielo che precede l’alba, all’interno della costellazione dei Pesci, vicino al Quadrato di Pegaso. Un prezioso alleato degli osservatori sarà la Luna Nuova del 17 aprile, che garantirà il buio necessario per esaltare la luminosità della chioma. Inoltre, la cometa potrebbe beneficiare del fenomeno del “forward scattering”, dove la luce solare, riflettendosi sulle polveri della coda, ne aumenta artificialmente la brillantezza dal nostro punto di vista.


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