Cambio di motori in corsa per la NASA: nuovo stadio superiore per tornare sulla Luna

Lo stadio superiore EUS, in ritardo e fuori budget, viene ufficialmente abbandonato. Al suo posto arriva il Centaur V, ma l'incognita del lander lunare rimane

Il programma spaziale americano subisce un forte scossone: la NASA ha deciso di cambiare i motori in corsa per il suo ritorno sulla superficie lunare. L’agenzia ha infatti annunciato di aver selezionato lo stadio superiore Centaur V della United Launch Alliance (ULA) per le future missioni Artemis, abbandonando ufficialmente il travagliato progetto dell’Exploration Upper Stage (EUS). La decisione, che mira a garantire che il primo allunaggio umano dal 1972 avvenga nei tempi prestabiliti, vedrà il Centaur V – attualmente in uso sul nuovo razzo Vulcan di ULA – impiegato per le missioni Artemis IV e V, entrambe programmate per il 2028. La NASA ha inoltre ordinato un’unità di riserva per i voli.

Un cambio di rotta dettato dall’efficienza

Fino ad oggi, le missioni Artemis hanno fatto affidamento sull’Interim Cryogenic Propulsion System (ICPS), un secondo stadio modificato del Delta IV. L’ICPS, tuttavia, è sempre stato considerato una soluzione temporanea. Il piano originale prevedeva di sostituirlo con il più potente EUS, ma i continui ritardi accumulati e i costi fuori controllo hanno costretto l’agenzia a rivedere i propri piani.

Quando il nuovo amministratore della NASA, Jared Isaacman, ha segnalato l’intenzione di voler aumentare la frequenza di lancio del gigantesco razzo SLS (Space Launch System), il destino dell’EUS è apparso segnato, lasciando un vuoto che il Centaur V era pronto a riempire. Un indizio, a dire il vero, c’era già stato: i più attenti osservatori del settore avevano notato che la NASA, forse inavvertitamente, aveva incluso immagini del Centaur V nei materiali informativi rilasciati di recente.

Perché un’assegnazione diretta a ULA?

La scelta della NASA di procedere con un’assegnazione diretta (senza gara d’appalto aperta) potrebbe sorprendere alcuni, considerando che esistono altre opzioni sul mercato. Tuttavia, l’agenzia spaziale ha giustificato la mossa con motivazioni estremamente pratiche:

  • Modifiche minime alle infrastrutture: alternative come il New Glenn Upper Stage (NGUS) di Blue Origin avrebbero richiesto “modifiche significative” alla Mobile Launcher 1, la torre di lancio mobile della NASA. ULA, al contrario, ha già familiarità con i processi necessari per adattare uno stadio superiore al razzo SLS;
  • Sicurezza degli astronauti: il Centaur V è una variante dell’Atlas Centaur, un sistema già impiegato e testato all’interno del Commercial Crew Program. Questo significa che la certificazione dello stadio per il trasporto di equipaggi umani non dovrebbe presentare grossi ostacoli;
  • Il fattore tempo: il cronoprogramma è spietato.

A proposito delle tempistiche, la NASA è stata chiarissima nella sua giustificazione ufficiale: “La data in cui il Kennedy Space Center (KSC) necessita dell’hardware per iniziare il processo di preparazione è stimata in 9 mesi prima del lancio. Assegnare l’incarico a un’altra fonte causerebbe ritardi inaccettabili per gli attuali programmi di lancio

Il nuovo calendario Artemis e “l’elefante sulla Luna”

Questa sostituzione fa parte di una più ampia e radicale ristrutturazione del programma Artemis annunciata da Isaacman alla fine di febbraio, mirata a snellire un progetto fino ad oggi afflitto da ritardi e budget gonfiati.

Secondo il nuovo piano:

  1. Artemis III (2027): non sarà più la missione del tanto atteso allunaggio, ma si trasformerà in un test di collaudo in orbita terrestre bassa (in puro stile Apollo 9), volto a verificare i sistemi di atterraggio umano;
  2. Artemis IV (2028): diventerà ufficialmente la missione incaricata di riportare gli astronauti sulla superficie lunare.

Tuttavia, risolvere il problema dello stadio superiore dell’SLS è solo una vittoria parziale. La vera sfida, l’elefante nella stanza del programma spaziale, rimane lo Human Landing System (HLS), ovvero il lander che dovrà fisicamente portare gli astronauti sulla Luna. La NASA ha disperatamente bisogno che una versione del lander sia pronta per i test in orbita terrestre il prossimo anno, per poi tentare lo sbarco reale nel 2028.

Avere un razzo in grado di spingere la navicella verso la Luna è un ottimo passo avanti, ma servirà a poco se, una volta arrivati a destinazione, mancherà il mezzo per scendere sulla superficie.