Le centrali a carbone italiane potranno restare in funzione fino al 2038. È quanto stabilito da un emendamento approvato dalla commissione Attività produttive della Camera nell’ambito del decreto Bollette (Dl 21/2026), come riportato da Il Sole 24 Ore. La modifica interviene sul calendario della transizione energetica, spostando in avanti il termine fissato dal Piano nazionale integrato energia e clima (Pniec), che prevedeva la chiusura degli impianti entro il 2025. Il rinvio, tuttavia, non implica automaticamente la riattivazione delle centrali attualmente ferme, come quelle di Civitavecchia e Brindisi, poste in stand by alla fine dello scorso anno. Per un eventuale ritorno operativo sarà necessaria una nuova autorizzazione alla combustione del carbone e una decisione politica chiara sull’utilizzo degli impianti.
L’Esecutivo dovrà infatti stabilire se destinarli a una “riserva fredda”, attivabile solo in caso di necessità, oppure riportarli a pieno regime. Inoltre, la nuova scadenza dovrà essere notificata alle istituzioni europee, passaggio fondamentale per garantire la coerenza con gli impegni comunitari.
Stop alle chiamate commerciali non richieste
Tra le novità più rilevanti introdotte durante l’esame in commissione figura anche una stretta significativa sul telemarketing aggressivo, in particolare nel settore dell’energia. Un emendamento presentato dai relatori prevede che, trascorsi 60 giorni dall’entrata in vigore della norma, sarà vietato effettuare chiamate commerciali non richieste – comprese quelle tramite messaggi – finalizzate alla conclusione di contratti per la fornitura di energia elettrica e gas. La norma introduce un cambio di paradigma importante, ponendo al centro il consenso esplicito del consumatore.
Le aziende potranno contattare gli utenti solo in due casi: se vi è stata una richiesta diretta attraverso strumenti informatici oppure se si tratta di clienti già acquisiti che abbiano espresso uno specifico consenso a ricevere offerte commerciali. In caso contrario, i contratti eventualmente stipulati saranno considerati nulli. I cittadini, inoltre, potranno segnalare eventuali violazioni al Garante per la protezione dei dati personali e all’Agcom, indicando il numero da cui è partita la chiamata, rafforzando così il sistema di controllo e tutela.
Maggiore trasparenza nei contratti e nelle consulenze
Un ulteriore correttivo approvato introduce obblighi più stringenti per gli operatori nei settori dell’energia elettrica, del gas naturale e delle telecomunicazioni. Le aziende saranno infatti direttamente responsabili della correttezza, trasparenza e adeguatezza delle attività di consulenza e delle proposte contrattuali, anche quando queste siano affidate a reti di vendita esterne. Prima della sottoscrizione di qualsiasi contratto, gli operatori dovranno raccogliere informazioni dettagliate sulle esigenze del cliente e valutare se l’offerta proposta sia realmente adatta al suo profilo. Si tratta di un intervento volto a contrastare pratiche scorrette e a garantire una maggiore consapevolezza da parte dei consumatori, spesso esposti a offerte poco chiare o non pienamente rispondenti ai propri bisogni. L’obiettivo è rafforzare il rapporto di fiducia tra utenti e fornitori, aumentando il livello di protezione in un mercato sempre più complesso e competitivo.
Comunità energetiche: apertura anche ai condòmini
Sul fronte della transizione energetica e della partecipazione dei cittadini, il decreto introduce anche una novità rilevante per le Comunità energetiche rinnovabili (Cer). Un emendamento approvato consente esplicitamente la partecipazione delle persone fisiche anche all’interno del proprio condominio. Questo significa che i condòmini potranno diventare membri o soci delle Cer, contribuendo direttamente alla produzione e condivisione di energia da fonti rinnovabili.
La misura punta a favorire una diffusione più capillare di questi modelli energetici, promuovendo l’autoconsumo collettivo e riducendo i costi per le famiglie. L’inclusione dei condomìni rappresenta un passo importante verso una maggiore democratizzazione dell’energia, rendendo più accessibile la partecipazione a iniziative sostenibili anche in contesti urbani. Il testo del decreto, dopo il via libera in commissione, è ora atteso in Aula alla Camera per l’approvazione definitiva prima del passaggio al Senato.


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