Cielo di fuoco ad aprile: la “Cometa di Pasqua” sfida il Sole, potrebbe essere visibile in pieno giorno

Tutto sulla nuova cometa C/2026 A1 (MAPS): il 4 aprile l'incontro ravvicinato che potrebbe renderla brillante quanto Venere o distruggerla per sempre

Il Sistema Solare sta per regalarci uno spettacolo di rara intensità, ma tutto dipenderà dalla capacità di una “palla di neve sporca” di sopravvivere a un vero e proprio inferno. La protagonista è la cometa C/2026 A1 (MAPS), già ribattezzata la “Cometa di Pasqua”, che il prossimo 4 aprile si tufferà verso il Sole in un passaggio ravvicinato che promette di essere memorabile. Se il suo cuore di ghiaccio e roccia dovesse resistere alle temperature proibitive della corona solare, potremmo assistere a un fenomeno visibile persino in pieno giorno, trasformando il cielo primaverile in un palcoscenico cosmico di eccezionale brillantezza.

Una scoperta “Made in Chile”

Identificata il 13 gennaio 2026 dall’osservatorio AMACS1 a San Pedro de Atacama, in Cile, la cometa deve il suo nome all’acronimo del team di astronomi francesi che l’ha scovata: Alain Maury, Georges Attard, Daniel Parrott e Florian Signoret (MAPS).

Al momento del primo avvistamento, l’oggetto si trovava a circa 308 milioni di km dal Sole, nella costellazione della Colomba, ed era estremamente fioco. Tuttavia, nelle ultime settimane, la sua luminosità è aumentata di ben 600 volte, raggiungendo una magnitudine 11, rendendola già visibile ai telescopi amatoriali di medie dimensioni.

Il ritorno dei “Sungrazers”: sulle tracce delle grandi comete

Ciò che rende la C/2026 A1 davvero speciale è la sua classificazione: appartiene al gruppo delle Kreutz sungrazers, frammenti di una gigantesca cometa che si frantumò secoli fa. Questa “famiglia” ha dato i natali ad alcuni degli oggetti più brillanti mai visti, come la Grande Cometa del 1882 o la celebre Ikeya-Seki del 1965.

Un tuffo a 1,6 milioni di km/h

Il momento decisivo avverrà il 4 aprile. La cometa MAPS raggiungerà il perielio, passando ad appena 159.300 km dalla fotosfera solare. Per dare un’idea dell’azzardo:

  • attraverserà la corona solare, dove le temperature superano 1 milione di gradi Celsius;
  • dovrà resistere alle immense forze mareali gravitazionali del Sole che cercheranno di farla a pezzi;
  • per fuggire a questo destino, sfreccerà a una velocità incredibile, superiore a 1,6 milioni di km/h.

Se la cometa sopravvivrà a questo “abbraccio mortale”, le previsioni dell’astronomo Seiichi Yoshida indicano che potrebbe raggiungere una magnitudine di -5, diventando luminosa quanto il pianeta Venere.

Come osservarla (senza rischi per la vista)

C’è una possibilità teorica che la cometa diventi visibile in pieno giorno, proprio accanto al disco solare. Attenzione, però: tentare di osservarla a occhio nudo o con strumenti non protetti è estremamente pericoloso. I raggi infrarossi del Sole possono causare danni irreversibili alla retina in pochi istanti, senza nemmeno provocare dolore.

Il modo più sicuro e spettacolare per seguire l’evento è attraverso gli occhi della sonda SOHO (Solar and Heliospheric Observatory). La telecamera LASCO C3 di SOHO inquadrerà la cometa in una finestra temporale che va dalla mattina del 2 aprile fino alle prime ore del 6 aprile. Durante il perielio, la vedremo letteralmente “aggirare” il Sole in un balletto cosmico mozzafiato, visibile in quasi-diretta sul sito ufficiale della missione.

Riuscirà la C/2026 A1 a diventare la nuova “Grande Cometa” del decennio o evaporerà nel silenzio dello spazio? Non ci resta che attendere la settimana di Pasqua per scoprirlo.