Clima, ghiaccio costiero sempre più ridotto nell’Artico: lo studio

Analizzando 27 anni di dati (1996-2023), i ricercatori hanno rilevato che il ghiaccio "landfast", ancorato alla costa, si forma sempre più tardi e persiste per periodi più brevi

Il ghiaccio marino costiero dell’Artico, fondamentale per le comunità locali e gli ecosistemi, si sta riducendo sia in estensione sia nella durata stagionale. È quanto emerge da uno studio guidato da Andrew Mahoney dell’University of Alaska Fairbanks, insieme ad Andrew Einhorn, pubblicato sul Journal of Geophysical Research: Oceans. Analizzando 27 anni di dati (1996-2023), i ricercatori hanno rilevato che il ghiaccio “landfast”, ancorato alla costa, si forma sempre più tardi e persiste per periodi più brevi, con una riduzione della stagione fino a 57 giorni nel Mare dei Chukchi e 39 giorni nel Mare di Beaufort.

Il ghiaccio costiero svolge un ruolo cruciale per le popolazioni artiche, che lo utilizzano per spostarsi, cacciare e pescare, oltre che per attività industriali come la costruzione di strade stagionali su ghiaccio. Inoltre, funge da barriera naturale contro le onde, proteggendo le coste e permettendo ai fiumi di disperdersi più efficacemente in mare.

Gli impatti e le cause

La riduzione della durata del ghiaccio costiero può avere un impatto ancora maggiore della perdita di superficie”, ha spiegato Mahoney, sottolineando come l’esposizione delle coste alle onde aumenti e renda più incerta la sicurezza delle attività tradizionali.

Lo studio evidenzia che la diminuzione della stagione del ghiaccio è dovuta principalmente a una formazione più tardiva in autunno. Anche quando le temperature dell’aria scendono sotto lo zero, il mare rimane più caldo più a lungo, ritardando la formazione di ghiaccio stabile.

I dati

Nel Mare di Beaufort, dove il ghiaccio costiero era rimasto relativamente stabile fino ai primi anni 2000, si osserva ora un declino significativo. La percentuale di ghiaccio landfast sulla piattaforma continentale statunitense è passata dal 3,8% nei primi anni analizzati al 2% nel periodo 2014-2023.

Un altro cambiamento riguarda l’estensione del ghiaccio verso il largo: negli ultimi anni, nel Mare di Beaufort, non raggiunge più le acque profonde fino a circa 20 metri come accadeva in passato. Secondo i ricercatori, ciò potrebbe essere legato all’assottigliamento generale del ghiaccio artico, che riduce la formazione di creste di ghiaccio sufficientemente spesse da ancorarsi al fondale. “Stiamo osservando che queste creste non si formano più dove si formavano in passato”, ha spiegato Mahoney, evidenziando la necessità di ulteriori studi per comprendere i meccanismi alla base del fenomeno.

L’importanza del monitoraggio e delle strategie di gestione delle aree costiere artiche

Il lavoro mostra che il ghiaccio costiero segue in parte le tendenze generali di declino dell’Artico, ma presenta anche dinamiche specifiche con implicazioni dirette per le comunità umane e le infrastrutture. I risultati sottolineano quindi l’urgenza di monitorare questi cambiamenti e di adattare le strategie di gestione delle aree costiere artiche, in un contesto di riscaldamento climatico che continua a modificare profondamente l’ambiente polare.