Dalle risaie dell’Asia meridionale ai campi di grano della Cina settentrionale, le piogge monsoniche estive sostengono il sostentamento di miliardi di persone. Eppure, queste piogge vitali fluttuano drasticamente da un decennio all’altro, una variabilità che da tempo lascia perplessi i climatologi. Ora, uno studio condotto dal Dott. Wenmin Man presso l’Istituto di Fisica Atmosferica dell’Accademia Cinese delle Scienze, offre nuove informazioni sui fattori che determinano queste oscillazioni. La ricerca rivela che le eruzioni vulcaniche possono innescare pattern di precipitazioni notevolmente simili a quelli prodotti dalla variabilità climatica naturale, “proiettando” di fatto la loro influenza sui cicli oceanici che gli scienziati studiano da tempo.
Pubblicati su Geophysical Research Letters, i risultati aiutano a chiarire un interrogativo di vecchia data: quando le precipitazioni monsoniche asiatiche cambiano da un decennio all’altro, questi cambiamenti sono determinati da forze esterne al sistema climatico, come gli aerosol vulcanici, o da oscillazioni naturali al suo interno?
La risposta, a quanto pare, è entrambe le cose, e l’interazione è più complessa di quanto si pensasse in precedenza.
Un pattern di precipitazioni monsoniche tripolari
Utilizzando ricostruzioni paleoclimatiche e simulazioni di modelli che coprono l’ultimo millennio, il team di ricerca ha identificato un distinto pattern “tripolare” di variabilità delle precipitazioni estive in Asia. In questo pattern, quando l’Asia meridionale diventa più umida, l’Asia sudorientale tende a diventare più secca, mentre le precipitazioni dell’Asia orientale settentrionale si allineano a quelle dell’Asia meridionale.
Questo pattern su larga scala, conferma lo studio, è principalmente guidato da un fenomeno climatico naturale noto come Oscillazione Interdecennale del Pacifico (IPO), un cugino di lunga data di El Niño che sposta calore e umidità attraverso l’Oceano Pacifico, con effetti a catena che si estendono fino in Asia.
I vulcani imitano i ritmi climatici naturali
Ma la storia non finisce qui. Quando il team ha analizzato i periodi successivi a importanti eruzioni vulcaniche, ha riscontrato l’emergere di pattern di precipitazioni sorprendentemente simili. Gli aerosol vulcanici iniettati nella stratosfera possono innescare variazioni della temperatura superficiale del mare che ricordano un pattern simile a quello delle IPO, inducendo di fatto il sistema climatico a produrre la stessa risposta tripolare alle precipitazioni.
“Il forzante vulcanico può ‘proiettarsi’ sulla modalità di variabilità interna che guida naturalmente questi pattern delle precipitazioni”, spiega il Dott. Man. “Ciò significa che anche quando l’IPO non è attiva, grandi eruzioni possono creare condizioni che imitano la sua influenza sulle precipitazioni asiatiche”.
Nonostante queste somiglianze, i ricercatori hanno scoperto che i pattern indotti dai vulcani e dalle IPO rimangono distinguibili, con importanti implicazioni sia per la comprensione del clima passato che per la pianificazione futura.
Perché questo è importante per i piani di geoingegneria
La differenza fondamentale sta nella simmetria. Le anomalie di temperatura legate alle IPO tendono a essere approssimativamente simmetriche attorno all’equatore. Il forzante vulcanico, al contrario, produce un pattern nettamente asimmetrico, con un raffreddamento più pronunciato in un emisfero a seconda della posizione e del momento dell’eruzione.
Queste sottili ma sistematiche differenze forniscono agli scienziati un modo per distinguere quanto di ogni dato cambiamento decennale nelle precipitazioni asiatiche derivi dalla variabilità interna rispetto a forzanti esterne.
I risultati assumono particolare rilevanza nell’ambito dell’esplorazione da parte degli scienziati di strategie di “intervento climatico”, ovvero tentativi deliberati di raffreddare il pianeta iniettando aerosol nella stratosfera, imitando gli effetti delle eruzioni vulcaniche.
“Se consideriamo l’iniezione di aerosol nella stratosfera come un potenziale strumento, dobbiamo capire esattamente come tali interventi potrebbero influenzare i pattern di precipitazione regionali”, afferma il Dott. Man. “La nostra ricerca suggerisce che non si limiterebbero a contrastare il riscaldamento in modo uniforme, ma interagirebbero con il sistema climatico in modi complessi, amplificando o modificando potenzialmente la variabilità naturale da cui miliardi di persone dipendono per il loro approvvigionamento idrico”.


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