Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione: oggi l’Italia si tinge di lilla

Oggi, 15 marzo, l'Italia si tinge di lilla per sensibilizzare sui Disturbi della Nutrizione e dell'Alimentazione (DAN). Un'emergenza silenziosa che colpisce milioni di persone, ma da cui è possibile guarire

Oggi si celebra in Italia la Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla, un’occasione fondamentale per accendere i riflettori su una realtà tanto complessa quanto dolorosa: i Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione. Patologie come anoressia, bulimia, disturbo da alimentazione incontrollata (binge eating) e altre declinazioni di questa sofferenza colpiscono nel nostro Paese 3 milioni di persone. Un dato allarmante riguarda soprattutto l’età di esordio, che negli ultimi anni ha subìto un drammatico abbassamento, arrivando a sfiorare la soglia degli 8-9 anni.

Non è una scelta, è una malattia

Spesso, a causa di retaggi culturali e scarsa informazione, il disturbo alimentare viene banalizzato e scambiato per un “capriccio”, una mera questione estetica o una fisiologica fase adolescenziale.

In realtà, il controllo sul cibo, sul peso e sulle forme del corpo diventa solo la punta dell’iceberg, il sintomo visibile e tangibile di un profondo malessere psicologico ed emotivo che fatica a trovare altre vie di espressione. Si tratta di vere e proprie patologie psichiatriche complesse che, se non trattate tempestivamente e adeguatamente, possono portare a conseguenze fisiche e sociali devastanti.

Rompere il silenzio, costruire la rete

Il messaggio centrale di questa giornata è chiaro e necessario: rompere il muro del silenzio e della vergogna, e ribadire con forza che guarire è possibile.

La guarigione, tuttavia, non è un percorso lineare che si può affrontare in solitudine. Richiede tempo, impegno e, soprattutto, l’intervento di un’équipe multidisciplinare specializzata, composta da psichiatri, psicoterapeuti, dietologi e nutrizionisti.

Indossare il fiocchetto lilla oggi significa stringersi attorno a chi soffre e alle loro famiglie, dicendo a chiare lettere: “Ti vedo, ascolto il tuo dolore e non sei solo“.

La giornata di oggi serve anche come monito per le istituzioni: garantire l’accesso universale e tempestivo alle cure sul territorio nazionale è l’unico modo reale per contrastare i numeri di quella che è, a tutti gli effetti, un’epidemia sociale.