Dopo esplosioni e fallimenti, il razzo Alpha torna nello Spazio: “Stairway to Seven” rilancia Firefly

Il lancio "Stairway to Seven" segna il ritorno in orbita del vettore Alpha dopo un anno difficile: test superato e strada aperta alla nuova versione Block II

Dopo mesi di ritardi, incidenti e test falliti, la compagnia spaziale texana Firefly Aerospace torna a festeggiare. Nella serata dell’11 marzo il suo razzo Alpha ha raggiunto con successo l’orbita terrestre, segnando il primo lancio riuscito dopo quasi un anno di difficoltà tecniche e contrattempi. La missione, chiamata “Stairway to Seven“, rappresenta il 7° volo orbitale del vettore e un passaggio cruciale per il futuro del programma. Il lancio è avvenuto dalla base Space Launch Complex-2 presso la Vandenberg Space Force Base, in California, con decollo alle 20:50 (ora della costa Est degli Stati Uniti).

Un anno difficile per il razzo Alpha

Il ritorno in orbita arriva dopo due incidenti significativi avvenuti nel 2025. Il primo si verificò nell’aprile dello scorso anno durante la missione “Message in a Booster”, che trasportava un satellite dimostrativo tecnologico per Lockheed Martin. Un’anomalia durante la separazione degli stadi impedì al razzo di raggiungere l’orbita.

Il secondo incidente fu ancora più grave. Nel settembre successivo, durante i test pre-lancio della missione “Stairway to Seven”, il primo stadio del razzo esplose sulla rampa di prova. L’episodio costrinse l’azienda a fermare le operazioni per mesi mentre gli ingegneri analizzavano le cause.

Secondo l’indagine interna pubblicata da Firefly, l’esplosione non era dovuta a un difetto di progettazione, ma a un errore nel processo di integrazione del primo stadio, che aveva causato una minima contaminazione da idrocarburi. Eliminato il problema, il razzo è stato dichiarato nuovamente idoneo al volo.

Un lancio trasformato in test

Alla luce degli incidenti, Firefly ha deciso di modificare la missione. Il satellite originariamente previsto è stato rimosso e il volo è stato trasformato in una missione di test, con l’obiettivo principale di verificare il funzionamento dei sistemi del razzo.

Il decollo è avvenuto regolarmente e la sequenza di volo ha seguito il profilo previsto:

  • 2 minuti e 40 secondi dopo il lancio: separazione corretta del primo stadio;
  • circa 30 secondi più tardi: espulsione della carenatura protettiva;
  • 8 minuti dopo il decollo: spegnimento del motore del secondo stadio.

Il razzo ha raggiunto l’orbita a circa 243 km di altitudine, confermando il corretto funzionamento dei sistemi principali.

Firefly ha definito la missione un successo, sottolineando che il volo ha validato diversi sistemi chiave e ha trasportato anche un piccolo payload dimostrativo per Lockheed Martin.

Verso la nuova generazione: Alpha Block II

Il successo di “Stairway to Seven” segna anche la fine di una fase per il razzo. Con questo volo viene infatti ritirata la configurazione Alpha Block I, che sarà sostituita dalla versione aggiornata Alpha Block II.

La nuova variante sarà:

  • circa 2,1 metri più alta rispetto al modello precedente;
  • dotata di avionica aggiornata;
  • equipaggiata con sistemi di alimentazione migliorati;
  • protetta da nuove soluzioni di isolamento termico.

Il debutto della versione Block II è previsto con l’8° volo del razzo.

Un’azienda in crescita, ma con sfide aperte

Nonostante le difficoltà con il vettore Alpha, Firefly Aerospace ha dimostrato capacità tecnologiche notevoli in altri ambiti. Nel 2025 il lander lunare Blue Ghost dell’azienda è diventato il primo veicolo privato a completare con successo una missione sulla superficie della Luna.

Il programma Alpha, però, resta una sfida: solo 3 dei 7 tentativi di lancio orbitale hanno finora raggiunto pieno successo.

Il volo appena concluso rappresenta quindi molto più di una semplice missione di test: è un passo necessario per dimostrare l’affidabilità del razzo e consolidare la posizione di Firefly nel mercato sempre più competitivo dei piccoli lanciatori spaziali.