Crisi idrica alle spalle in Sardegna. Il passaggio del ciclone Harry non ha portato solo devastazione con le sue piogge torrenziali, venti forti e mareggiate, ma anche tanta acqua negli invasi artificiali dell’isola che oggi sfiorano la capienza massima, anche grazie alle tante precipitazioni di inizio anno, neve compresa. Secondo l’ultimo bollettino dei serbatoi artificiali del sistema idrico multisettoriale, al 28 febbraio 2026 erano presenti nel sistema degli invasi 1.758 milioni di metri cubi d’acqua, pari a circa il 94,7% del volume utile di regolazione autorizzato. Si tratta di un incremento di 450 milioni di metri cubi, rispetto al volume invasato al 31 gennaio di quest’anno, quando la capienza era arrivata al 70,47%. Lo scorso anno, nello stesso mese di febbraio, le dighe, invece, avevano registrato solo il 53,56% della loro capienza.
Per quanto riguarda l’indicatore di stato per il monitoraggio ed il preallarme della siccità dell’intera isola relativo sempre a febbraio 2026, si registra una condizione di “normalità” o “regime ordinario“, con un valore dell’indicatore pari a 0,73.
Ben 12 invasi, tra piccoli e grandi registrano il 100% dell’acqua invasata, mentre resta indietro solo qualche diga, come quelle del sistema idrico dell’Alto Cixerri nel Sulcis (P.ta Gennarta e Medau Zirimilis) complessivamente al 37,9%, e nella parte centro-orientale dell’Isola con la diga si Maccheronis a Posada al 52,7% e Pedra e Othoni sul Cedrino al 74,8%, segnalate tutte ancora in livello di allerta.


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