Droni e ambiente, grande partecipazione alle prime due giornate del percorso formativo a Dronitaly 2026

Ricerca scientifica, innovazione tecnologica e applicazioni sul campo al centro dell’iniziativa del CNR: focus su agricoltura, foreste, dissesto geo-idrologico e monitoraggio del territorio

Si sono concluse con un’ampia partecipazione le prime due giornate dell’evento formativo “Droni e Ambiente: Ricerca, Applicazioni e Prospettive“, organizzato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche all’interno di DRONITALY 2026. L’iniziativa, pensata come spazio di confronto tra ricerca scientifica, mondo professionale e innovazione tecnologica, ha riunito esperti ed esperte provenienti da diversi ambiti disciplinari — dalla geologia all’agro-forestale, dall’ingegneria alla ricerca digitale — con l’obiettivo di approfondire le opportunità e le sfide legate all’utilizzo dei droni nel monitoraggio e nella gestione del territorio.

“Dronitaly rappresenta molto più di un appuntamento fieristico: è un luogo in cui competenze, visioni ed esperienze si incontrano per generare valore concreto per l’intero settore dell’utilizzo professionale dei droni. I numeri di accessi registrati nelle prime due giornate confermano quanto la collaborazione sinergica con il CNR, e non solo, sia un elemento centrale di questo nuovo percorso, perché solo attraverso il confronto e la collaborazione è possibile accompagnare la crescita di un comparto così strategico e in continua evoluzione” ha dichiarato Paolo Angelini, Amministratore Delegato di BolognaFiere Water&Energy e organizzatore di Dronitaly.

Gli appuntamenti

La prima giornata, dedicata alle applicazioni agro-forestali, ha registrato la partecipazione di circa 150 persone, confermando il forte interesse verso l’impiego di queste tecnologie per una gestione più sostenibile delle risorse naturali. Nel corso delle sessioni sono stati presentati diversi casi studio, tra cui applicazioni per la caratterizzazione e l’individuazione delle piante, la valutazione del rischio incendi e la mappatura degli areali forestali. Ampio spazio è stato inoltre dedicato al settore agricolo, con interventi sulla mappatura della variabilità della risposta vegetativa, sul monitoraggio dello stress idrico negli oliveti, sulla stima dei danni da eventi meteorologici estremi e sulla valutazione del rischio fitosanitario in vigneto. La giornata si è conclusa con una tavola rotonda dedicata ai trattamenti aerei tramite drone, che ha affrontato anche gli aspetti normativi e applicativi di queste pratiche.

La seconda giornata ha invece approfondito le applicazioni geo-ambientali dei droni, mettendo in luce il ruolo sempre più strategico di queste tecnologie nello studio dei processi naturali e nel monitoraggio del territorio. Tra i temi trattati: l’analisi dei fenomeni di dissesto geo-idrologico, la dinamica fluviale, il monitoraggio di aree vulcaniche e lo studio degli effetti dei terremoti. Gli interventi hanno evidenziato come la crescente disponibilità di sensori e tecniche di acquisizione avanzate consenta oggi di raccogliere dati ambientali sempre più dettagliati, rendendo i droni strumenti fondamentali sia nelle attività di ricerca sia nelle operazioni di monitoraggio in contesti complessi o ad elevata pericolosità.

“Il nostro obiettivo è offrire una panoramica delle applicazioni operative che già oggi supportano la gestione sostenibile del territorio, dalla caratterizzazione forestale al monitoraggio dello stress idrico. In questo contesto, abbiamo ritenuto fondamentale investire nel pianificare le giornate come piano formativo del personale specializzato coinvolto nella filiera del dato acquisito: dalla sua corretta generazione e memorizzazione fino alla capacità di analizzare e proteggere tali informazioni in conformità con le normative vigenti”, ha dichiarato il dott. Andrea Berton dell’Istituto di Geoscienze e Georisorse del CNR.

“Nella terza giornata, dal titolo: “Reti, Sicurezza & Data Management”, non ci limiteremo a parlare di volo” – prosegue il Dott. Berton. “Affronteremo i nodi cruciali della gestione dei dati e delle infrastrutture di rete, esplorando il ruolo emergente del drone come nodo attivo della rete stessa. Presenteremo inoltre prototipi innovativi di geolocalizzazione su vettore mobile che aprono strade inedite per il monitoraggio in tempo reale nelle operazioni emergenziali ad alta pericolosità, come lo studio dei dissesti geo-idrologici o la ricerca di persone disperse in valanga”.

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