Negli ultimi tempi, si sono verificati alcuni casi di epatite A in alcune regioni italiane, associati al consumo di frutti di mare crudi. La preoccupazione riguarda principalmente le abitudini alimentari di alcune zone dove è diffuso il consumo di questi alimenti in forme non adeguatamente trattate. In risposta a queste problematiche, Fiesa Confesercenti, l’associazione di categoria dei commercianti di settore, è intervenuta per chiarire come sia possibile continuare a consumare frutti di mare crudi in modo sicuro, sottolineando l’importanza di seguire specifiche regole d’acquisto.
L’infezione da virus, come spiegato da Raffaele Viggiani, Vicepresidente nazionale di Fiesa e Responsabile della commercializzazione del settore ittico, è principalmente legata al consumo di alimenti contaminati da acqua non sicura. È quindi fondamentale che i consumatori prestino attenzione alla provenienza dei frutti di mare che acquistano, per ridurre al minimo il rischio di esposizione al virus.
La sicurezza garantita dai rivenditori autorizzati
Secondo Fiesa Confesercenti, la sicurezza nel consumo di frutti di mare crudi è garantita se questi vengono acquistati esclusivamente presso rivenditori autorizzati. In particolare, l’acquisto deve avvenire presso negozi che vendono prodotti confezionati, etichettati e tracciabili, per assicurare che i frutti di mare siano stati conservati e trattati secondo le normative di sicurezza alimentare.
“L’infezione da virus – dice Raffaele Viggiani – si trasmette, infatti, prevalentemente attraverso il consumo di acqua o alimenti contaminati. Per questo va sottolineato come non si possano consumare prodotti che vengono conservati in acqua di mare. Un tipo di vendita che oltretutto non è autorizzata”. La pratica di conservare i frutti di mare in acqua di mare è, infatti, vietata e potenzialmente pericolosa, poiché non garantisce il rispetto delle normative igieniche necessarie per evitare la contaminazione.
La raccomandazione
Fiesa Confesercenti invita i consumatori non solo a seguire queste indicazioni in un momento di emergenza, ma a fare attenzione sempre quando acquistano frutti di mare crudi. “Invito i consumatori a rispettare queste norme d’acquisto non solo in questo momento – conclude Viggiani – ma sempre. Un tipo di vendita e conservazione del prodotto che le pescherie conoscono e che mettono in atto sempre”.
L’associazione sottolinea come la maggior parte delle pescherie, infatti, conosca e applichi correttamente le misure di sicurezza per la conservazione e la vendita dei frutti di mare, ma avverte che è fondamentale rivolgersi solo a rivenditori di fiducia. L’acquisto presso venditori non certificati potrebbe mettere a rischio la salute dei consumatori, pertanto è sempre meglio affidarsi a negozi che garantiscono l’adozione di pratiche sicure e certificate.
Proteggere la salute con acquisti sicuri
Per continuare a consumare frutti di mare crudi in sicurezza, è cruciale fare attenzione alla loro provenienza e al modo in cui vengono conservati. L’acquisto presso rivenditori autorizzati che garantiscono la tracciabilità del prodotto è l’unico modo per proteggersi dai rischi legati all’epatite A. Le indicazioni di Fiesa Confesercenti sono chiare: acquistare solo prodotti confezionati e tracciabili e affidarsi a pescherie che rispettano rigorosamente le normative di sicurezza alimentare.



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