Mentre l’Italia si prepara a dare il benvenuto ufficiale alla Primavera, il cielo sembra avere tutt’altri piani. Stiamo vivendo una settimana di transizione che di primaverile, almeno dal punto di vista meteorologico, ha ben poco. Una pesante ondata di maltempo, dopo aver sferzato il Nord/Ovest, si sta accanendo sul Sud Italia, portando piogge torrenziali (in particolare tra Sicilia, Calabria e Basilicata) e mantenendo alto il rischio valanghe sulle Alpi. Come se non bastasse, proprio a ridosso dell’Equinozio, l’Italia dovrà fare i conti con un impulso freddo in arrivo dai Balcani, che potrebbe riportare la neve in Appennino.
Insomma, un vero e proprio “colpo di coda” dell’inverno. Al di là dei capricci del meteo, l’orologio dell’universo non si ferma: venerdì 20 marzo segnerà il passaggio ufficiale alla nuova stagione.
Cos’è davvero l’Equinozio?
Dimenticate per un attimo nuvole e ombrelli e guardate allo Spazio. L’Equinozio (dal latino aequa nox, “notte uguale”) è quel preciso momento dell’anno in cui il Sole si trova esattamente a perpendicolo sull’equatore terrestre.
Cosa significa in termini pratici? Che in questa specifica giornata, la linea che separa la metà illuminata della Terra da quella in ombra passa esattamente per i Poli. Il risultato è affascinante: per un giorno, il dì e la notte hanno quasi esattamente la stessa durata (12 ore) in ogni angolo del nostro pianeta. Da questo momento in poi, nell’emisfero boreale (il nostro), le giornate continueranno ad allungarsi inesorabilmente rubando minuti alla notte, fino ad arrivare al culmine del Solstizio d’Estate a giugno.
Il “mistero” della data: perché il 20 e non il 21 marzo?
A scuola ci hanno insegnato che la primavera inizia il 21 marzo. Eppure, se guardiamo il calendario astronomico degli ultimi anni (e di quelli a venire), la data fatidica cade il 20 marzo. Perché questo sfasamento?
La “colpa”, se così si può dire, è del nostro calendario e dell’imperfezione dell’orbita terrestre. La Terra non impiega esattamente 365 giorni per fare un giro completo intorno al Sole, ma circa 365 giorni, 5 ore, 48 minuti e 46 secondi. Per compensare questo quarto di giorno che “avanza” ogni anno, abbiamo inventato gli anni bisestili (aggiungendo il 29 febbraio ogni quattro anni, proprio come è successo in questo 2024).
Questo continuo riallineamento fa sì che il momento esatto dell’Equinozio oscilli. Nel corso di questo secolo, l’Equinozio di Primavera cadrà sempre il 20 marzo (e in alcuni anni persino il 19!), ma non tornerà al 21 marzo fino all’anno 2102.
Una rinascita astronomica e culturale
Nonostante la neve o gli stivali da pioggia necessari al Sud in questi giorni, l’Equinozio porta con sé un profondo significato di rinascita, celebrato fin dall’antichità da innumerevoli culture. È il trionfo della luce sull’oscurità invernale. Pertanto, che fuori ci sia il sole o una burrasca fuori stagione, dal 20 marzo la Primavera sarà astronomicamente realtà.


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