Un terremoto magnitudo 5.5 ha scosso alle 01:35 ora italiana la provincia di Tokat, nel Nord/Est della Turchia. L’agenzia turca per la gestione delle catastrofi (AFAD) ha spiegato che il sisma è stato avvertito anche nelle province di Samsun, Amasya, Ordu e Sivas. “Siamo al lavoro per valutare eventuali danni che al momento non sono stati registrati“, spiega l’agenzia. Il governatore di Tokat ha disposto la chiusura delle scuole per la giornata di oggi.
I terremoti in Turchia
La Turchia è geologicamente sospesa in una sorta di morsa tettonica estremamente attiva. Il Paese poggia principalmente sulla placca anatolica, un blocco crostale compresso tra la massiccia placca eurasiatica a Nord e la placca araba a Sud, che spinge inesorabilmente verso Nord/Est a una velocità di circa 2 cm l’anno. Questo dinamismo incessante si scarica lungo due sistemi di faglie trascorrenti principali: la Faglia Nord Anatolica e la Faglia Est Anatolica.
Proprio quest’ultima è stata la protagonista del cataclisma del febbraio 2023. Un duplice evento sismico, con magnitudo momento (Mw) 7.8 e 7.5, ha lacerato il suolo per centinaia di km. Dal punto di vista scientifico, si è trattato di un movimento strike-slip (scorrimento orizzontale), dove l’energia elastica accumulata per secoli è stata rilasciata in pochi, violentissimi secondi.
La tragedia ha contato oltre 53mila vittime, radendo al suolo centri nevralgici come Antakya. L’antica Antiochia, situata su depositi alluvionali soffici, ha subito il fenomeno dell’amplificazione di sito: il terreno sedimentario ha agito come una cassa di risonanza per le onde sismiche, aumentando drasticamente il potere distruttivo della scossa e trasformando una città millenaria in un cumulo di macerie.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?