Una vasta tempesta di sabbia ha colpito nelle ultime ore l’Egitto, la Striscia di Gaza e Israele, sospinta da venti che hanno superato i 70 km/h e sollevato enormi quantità di polvere, rendendo l’aria irrespirabile e riducendo drasticamente la visibilità. La perturbazione, alimentata da un vortice ciclonico in movimento dal Mediterraneo orientale, si sta ora spostando verso est e nelle prossime ore investirà Siria, Iraq e Iran occidentale, raggiungendo anche i settori settentrionali del Golfo Persico.
I servizi meteorologici hanno messo in guardia dai possibili disagi ai trasporti e limitazioni delle operazioni aeree, poiché la fitta caligine potrebbe interferire anche con i sistemi radar e di difesa antidroni.

Il settore meridionale del Golfo Persico dovrebbe essere più riparata dai forti venti occidentali, ma il fronte perturbato che accompagna la tempesta porterà rovesci e temporali intensi nel Kurdistan iracheno e sull’Iran occidentale, con rischio di piogge abbondanti e locali allagamenti.
Conosciute in arabo come ‘Haboob’, queste tempeste di sabbia sono un fenomeno tipico della stagione primaverile in Medio Oriente. Si formano nelle regioni caratterizzate da terreni secchi, soprattutto durante i periodi di siccità. Il problema è che, proprio in queste regioni più aride, spesso la pioggia non fa in tempo a raggiungere il suolo perché evapora prima (a causa delle alte temperature). L’effetto di questo fenomeno, chiamato virga, è duplice: in primo luogo, l’assenza di pioggia impedisce alla polvere sollevata di tornare al suolo sotto l’effetto delle precipitazioni stesse; inoltre, l’evaporazione della pioggia sottrae calore all’aria raffreddandola e accelerando di fatto le correnti discendenti che alimentano l’Haboob.
Generalmente, queste tempeste di sabbia durano tra i 10 e 30 minuti, anche se in rari casi possono continuare per più tempo: in ogni caso, il suo passaggio comporta una riduzione quasi improvvisa della visibilità, con conseguenti pericoli per il trasporto terrestre e il traffico aereo.


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