Gli Stati Uniti stanno rafforzando significativamente la loro presenza militare in Medio Oriente in risposta all’escalation della guerra che coinvolge l’Iran e alle crescenti tensioni nello Stretto di Hormuz, uno dei punti strategici più sensibili per il commercio energetico mondiale. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, il Pentagono ha deciso di trasferire circa cinquemila militari tra Marines e marinai nella regione, insieme a diverse navi da guerra. La decisione arriva dopo l’intensificarsi degli attacchi attribuiti alle forze iraniane nelle acque del Golfo Persico, che negli ultimi tempi sono diventate teatro di scontri indiretti e operazioni militari legate al conflitto.
Tre funzionari americani citati dal quotidiano hanno riferito che il Segretario alla Difesa Pete Hegseth ha approvato una richiesta avanzata dal Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) per rafforzare la presenza militare nell’area.
La USS Tripoli e i Marines diretti verso il Golfo
Tra i mezzi mobilitati figura anche la USS Tripoli, una nave d’assalto anfibio con base in Giappone. Secondo due funzionari statunitensi citati dal Wall Street Journal, l’unità navale è stata già indirizzata verso il Medio Oriente insieme ai Marines imbarcati. La nave rappresenta una delle piattaforme più versatili della Marina statunitense, capace di trasportare truppe, elicotteri e velivoli a decollo verticale, oltre a essere impiegata in operazioni anfibie e missioni di risposta rapida.
I numeri del dispiegamento militare
Secondo quanto riportato dall’emittente americana ABC News, sarebbero circa 2.200 i Marines diretti verso il Medio Oriente a bordo di tre navi anfibie della Marina statunitense. Il dispiegamento rappresenta uno dei più rilevanti movimenti militari americani nella regione negli ultimi mesi e avviene mentre la guerra che coinvolge l’Iran continua ad avere ripercussioni sull’intero Medio Oriente.
Le tensioni nello Stretto di Hormuz sono particolarmente preoccupanti per la comunità internazionale: attraverso questo stretto passaggio marittimo transita infatti una quota significativa del petrolio mondiale. Eventuali nuovi attacchi o blocchi della navigazione potrebbero avere effetti immediati sui mercati energetici globali.
Il rafforzamento militare americano arriva in un momento in cui la guerra che coinvolge l’Iran sta ampliando il proprio raggio d’azione, con episodi di tensione che coinvolgono diversi attori regionali e rotte marittime strategiche.




Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?