Con tutta sincerità, crediamo che di non aver compreso davvero cosa sia successo nelle ultime quarantotto ore. L’attacco iraniano a Cipro non è solo l’ennesima notizia di guerra: è la prima volta che dei missili colpiscono direttamente il territorio dell’Unione Europea, e questo ha fatto saltare completamente il banco. Nel giro di due giorni, la mappa dei cieli che conoscevamo è stata completamente stravolta. Se provate ad aprire un’app come Flightradar24, l’immagine è quasi spettrale. Dove prima c’era il corridoio aereo più trafficato del pianeta, quello che collega l’Occidente all’Oriente, ora c’è una voragine. Lo spazio aereo sopra l’Iran e l’Iraq è sigillato a tempo indeterminato, e persino i paradisi dei turisti come Dubai, Doha e Abu Dhabi sono praticamente paralizzati.
Le compagnie di bandiera come Emirates o Qatar Airways sono nel caos più totale, tra voli cancellati e ritardi infiniti a causa dei continui allarmi delle autorità aeronautiche. Persino il Mediterraneo intorno a Cipro è diventato una zona rossa: dopo l’attacco alle basi britanniche di Akrotiri, nessuno vuole rischiare di trovarsi sulla traiettoria di un missile vagante.
Per chi deve viaggiare, la situazione è un vero incubo. Siamo finiti in quella che gli analisti chiamano “doppio squeeze”. Da una parte non si può volare sopra la Russia per via della guerra in Ucraina, dall’altra ora è chiuso anche il Medio Oriente. Risultato? Se dovessimo andare da Roma a Bangkok o da Londra a Singapore, ci toccherebbe fare il giro del mondo. Le rotte ora passano sopra l’Asia Centrale o circumnavigano l’intera Africa. Parliamo di voli che prima duravano dieci ore e che ora ne richiedono quindici, spesso con scali tecnici forzati per fare rifornimento perché gli aerei non hanno abbastanza autonomia per queste nuove tratte infinite.
In questo momento ci sono più di centomila persone bloccate negli aeroporti del Golfo o a Istanbul, in attesa di capire come tornare a casa. E non è solo una questione di tempo perso. Volare per quattro o cinque ore in più significa bruciare tonnellate di cherosene extra. Infatti, le compagnie hanno già iniziato a scaricare i costi sui passeggeri con dei sovrapprezzi dovuti alla guerra pesantissimi, anche perché le assicurazioni per volare nei pressi di queste zone sono schizzate alle stelle.
Se questa chiusura dovesse durare più di qualche giorno, il modo in cui abbiamo viaggiato negli ultimi vent’anni diventerà un ricordo. Andare in Asia tornerà a essere un’impresa costosa e complicata, cambiando radicalmente le nostre abitudini e il mercato del turismo globale.


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