L’aeroporto di Kansas City è stato evacuato per una minaccia alla sicurezza. La polizia aeroportuale e il Bureau hanno avviato un’indagine per determinare la veridicità e la gravità di “qualsiasi potenziale minaccia“, sebbene non abbiano specificato di cosa si trattasse, secondo una dichiarazione rilasciata dallo scalo americano sui suoi account social, dove ha anche annunciato la riapertura dell’aeroporto poche ore dopo l’incidente. “Il Dipartimento dell’Aviazione di Kansas City è a conoscenza della situazione all’aeroporto internazionale di Kansas City (MCI). A scopo precauzionale, il dipartimento ha evacuato alcune sezioni del terminal”, si legge nella dichiarazione. Quasi 2.000 persone hanno lasciato l’aeroporto durante l’operazione, iniziata intorno alle 11:15 ora locale. Un rapporto del Dipartimento per la Sicurezza Interna (Dhs), metteva in guardia contro potenziali atti terroristici da parte di singoli individui e attacchi informatici nel contesto della guerra degli Stati Uniti contro l’Iran.
La situazione della guerra in Iran
L’evacuazione temporanea del Aeroporto Internazionale di Kansas City si inserisce in un clima di crescente tensione tra Stati Uniti e Iran. Secondo un rapporto, il contesto della contrapposizione tra Washington e Teheran potrebbe favorire azioni ostili, inclusi attacchi terroristici o operazioni informatiche. Proprio per questo le autorità statunitensi mantengono alto il livello di vigilanza sul territorio nazionale e sulle infrastrutture sensibili, come aeroporti e reti digitali.
L’evacuazione di alcune aree dello scalo di Kansas City – che ha coinvolto circa 2.000 persone – è stata quindi una misura precauzionale mentre le autorità verificavano l’eventuale presenza di una minaccia concreta. Anche se l’aeroporto è stato riaperto poche ore dopo e non sono stati forniti dettagli sulla natura dell’allarme, l’episodio riflette il clima di sicurezza rafforzata legato alle tensioni geopolitiche con l’Iran e al timore di possibili azioni indirette sul territorio statunitense.
