Guerra Iran, l’incubo del “meteo perfetto” su Teheran: perché l’assenza di nuvole espone la popolazione a rischi altissimi

Con oltre dieci chilometri di visibilità totale e l'assenza di nubi, la capitale iraniana finisce sotto la lente d’ingrandimento costante dei satelliti e dei sistemi di puntamento

Nel corso dei prossimi giorni su Teheran e dintorni il tempo dovrebbe restare piuttosto tranquillo, un po’ come succede sempre all’inizio di marzo da queste parti. Nessuna tempesta in arrivo: l’alta pressione tiene e il cielo resterà quasi sempre sereno. Questo significa che l’escursione termica si farà sentire parecchio, con un bel salto di temperatura tra il giorno e la notte. Di nuvole, come già detto, se ne vedranno poche, giusto qualche velatura ogni tanto che non disturba più di tanto. Il problema è che con questa visibilità pressoché perfetta gli addetti ai droni o i piloti di aerei militari hanno la strada spianata.

La visibilità è perfetta, sia dall’alto che da terra, e per chi deve monitorare i movimenti o puntare un obiettivo è praticamente la condizione ideale. Anche se dovesse transitare qualche ammasso nuvoloso un po’ più compatto, potrebbe essere una cosa passeggera che al massimo limiterà un po’ la luce solare, ma niente di che. Di pioggia poi neanche a parlarne: se dovesse cadere qualcosa potrebbe essere giusto una spruzzata, roba che non ferma gli armamenti militari.

Per quanto riguarda le temperature, siamo in quel periodo di mezzo in cui si sente che la primavera sta arrivando. Di giorno si sta abbastanza bene, tra i 10 e i 15 gradi, che per muoversi e lavorare all’aperto è l’ideale perché non fa né troppo caldo né troppo freddo. La notte però punge ancora, specialmente se ci si allontana dal centro o, peggio ancora, verso i rilievi, dove si scende facilmente vicino allo zero.

Soffia anche un po’ di vento, di solito da nord o da ovest. Nulla di preoccupante per chi vola, ma nelle ore centrali del giorno potrebbe alzare un po’ di polvere, soprattutto nelle zone più aride fuori città, e lì la visibilità potrebbe calare un po’ lungo le vie principali. Generalmente la visuale è ottima, spesso anche oltre i dieci chilometri. Qualche insidia potrebbe arrivare non tanto per la nebbia o la pioggia, ma più che altro per lo smog di Teheran o magari per il fumo e la polvere sollevata dal conflitto.

Alla fine è il classico marzo dell’altopiano iraniano: tempo asciutto e cieli tersi. Da un lato è un bene perché non si affonda nella fanghiglia, ma dall’altro significa che chi resta in città sarà sotto l’occhio costante dei droni praticamente tutto il giorno, senza nemmeno una nuvola per nascondersi.