Il 28 marzo 2005 la terra torna a tremare a Sumatra

Un sisma devastante colpì l’Indonesia pochi mesi dopo la tragedia dello tsunami, causando centinaia di vittime e nuova paura nell’Oceano Indiano

Il 28 marzo è una data che riporta alla memoria uno degli eventi sismici più drammatici dei primi anni Duemila. Era il 2005 quando un violento terremoto di magnitudo compresa tra 8,6 e 8,7 colpì la costa occidentale dell’isola di Sumatra, in Indonesia, una delle aree più instabili del pianeta dal punto di vista geologico. Il sisma, con epicentro al largo dell’isola di Nias, si verificò in tarda serata, sorprendendo la popolazione mentre dormiva. In pochi secondi, edifici, strade e infrastrutture crollarono sotto la forza delle scosse, provocando centinaia di vittime – oltre 900 secondo le stime successive – e migliaia di feriti.

Il terremoto generò anche uno tsunami e diffuse il panico in tutta la regione dell’Oceano Indiano, ancora traumatizzata dalla catastrofe del 26 dicembre 2004. Migliaia di persone fuggirono verso zone più elevate temendo una nuova onda distruttiva, che fortunatamente non raggiunse proporzioni paragonabili a quella precedente. Gli esperti identificarono la causa del sisma nel movimento della faglia di subduzione di Sunda, dove la placca indo-australiana scivola sotto quella eurasiatica, liberando enormi quantità di energia. Questo evento confermò la pericolosità della regione, già tra le più sismicamente attive al mondo.