Negli ultimi anni il riscaldamento globale sembra procedere a un ritmo più rapido rispetto al passato. È quanto emerge da un nuovo studio condotto dal Potsdam Institute for Climate Impact Research (PIK) e pubblicato sulla rivista scientifica Geophysical Research Letters. Secondo l’analisi, nell’ultimo decennio la temperatura media globale è aumentata di circa 0,35°C per decennio, quasi il doppio rispetto al ritmo osservato tra il 1970 e il 2015, quando l’aumento era inferiore a 0,2°C per decennio. Si tratta del tasso di crescita più elevato registrato dall’inizio delle misurazioni strumentali della temperatura globale, avviate nel 1880.
Per arrivare a questo risultato, il team ha applicato tecniche statistiche che permettono di filtrare l’influenza di fenomeni naturali temporanei, come El Niño, le eruzioni vulcaniche e le variazioni dell’attività solare. In questo modo è possibile ridurre il “rumore” nei dati e osservare con maggiore chiarezza la tendenza climatica di lungo periodo.
Il climatologo Stefan Rahmstorf, autore principale, sottolinea che l’accelerazione appare con una certezza statistica superiore al 98% ed è coerente in tutti i principali dataset globali analizzati.
Anche dopo le correzioni per i fattori naturali, il 2023 e il 2024 rimangono gli anni più caldi mai registrati. Lo studio non identifica le cause precise dell’accelerazione, ma i risultati risultano compatibili con le proiezioni dei modelli climatici.
Secondo i ricercatori, se il ritmo osservato nell’ultimo decennio dovesse continuare, il pianeta potrebbe superare stabilmente la soglia di 1,5 °C prevista dall’Accordo di Parigi prima del 2030. Molto dipenderà, concludono gli autori, dalla rapidità con cui le emissioni globali di CO₂ potranno essere ridotte nei prossimi anni.


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