Nel mese di marzo, il Kenya ha vissuto una delle sue peggiori ondate di inondazioni, che ha causato la morte di almeno 81 persone e il sfollamento di migliaia di famiglie. Secondo il ministero degli Interni di Nairobi, le inondazioni hanno colpito 21 delle 47 contee del paese, con Nairobi, la capitale, che ha registrato il numero più alto di vittime, ben 37. Oltre a questo tragico bilancio, sette persone risultano ancora disperse. Il disastro ha lasciato quasi 70.000 famiglie senza un tetto, creando una situazione di emergenza. Le inondazioni non solo hanno causato vittime e danni materiali, ma hanno anche interrotto i servizi essenziali. Strade e ponti sono stati danneggiati, rendendo impossibile il trasporto in molte zone.
Le interruzioni di corrente elettrica hanno aggravato la situazione, mentre i sistemi di approvvigionamento idrico sono stati compromessi, rendendo difficile l’accesso all’acqua potabile in diverse aree. La situazione sta mettendo sotto pressione le autorità locali e le organizzazioni di soccorso.
Le scuole chiuse per il maltempo
L’ondata di maltempo ha colpito anche le scuole, con molte strutture danneggiate o inaccessibili a causa delle inondazioni. Le autorità hanno annunciato la chiusura di numerosi istituti scolastici, con un impatto significativo sulla vita quotidiana di migliaia di bambini e famiglie. La chiusura delle scuole è prevista fino a nuova comunicazione, a causa delle difficili condizioni climatiche.
Il dipartimento meteorologico del Kenya ha avvertito che la stagione delle piogge, che inizia solitamente a marzo e termina a giugno, porterà ulteriori precipitazioni intense nelle prossime settimane. Le autorità temono che la situazione possa peggiorare, con il rischio di nuove inondazioni che potrebbero compromettere ulteriormente le regioni già devastate. I residenti sono stati invitati a prepararsi per il proseguimento del maltempo.



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