Isaacman (NASA): “ecco come si torna sulla Luna, non saremo passivi”

L'amministratore della NASA, Jared Isaacman, ha parlato dei piani USA per tornare sulla Luna e restarci

La politica del Presidente statunitense Donald Trump in tema di spazio “è la più ambiziosa e ispiratrice dall’era Kennedy. Prevede il ritorno sulla Luna, questa volta per restarci” e investimenti per arrivare ad avere una infrastruttura lunare e “garantire una superiorità spaziale americana“. Lo ha detto Jared Isaacman, il capo della NASA, durante un panel all’Hill and Valley Forum in corso nella capitale americana, durante il quale ha promesso che “non saremo passivi“. Secondo lui, la sfida nello spazio è reale e competitiva. “Tra una settimana l’essere umano sta per spingersi ancora più in profondità nello spazio come mai nell’ambito di Artemis II”, ha spiegato Isaacman in riferimento alla prima missione della NASA con equipaggio a bordo del razzo Space Launch System e della navicella spaziale Orion.

A suo giudizio, sulla Luna ci si torna e ci si resta aumentando la frequenza dei lanci ogni sei mesi: “non si va da Artemis II girando intorno alla Luna e tre anni dopo si atterra su di essa“. Come si resta sulla Luna? “Costruendo una base lunare“, ha aggiunto Isaacman, secondo cui “non si costruisce semplicemente una bolla di vetro gigante e utopica” ma in “tre fasi“. La prima con “il lancio di lander e rover sulla Luna con una cadenza quasi mensile a cominciare dal 2027“. La seconda con “un’abitazione semi permanente” e la fase tre con una “presenza duratura”.

La missione Space Reactor-1 Freedom

Il capo della NASA ha ricordato anche la missione Space Reactor-1 Freedom, con cui nel 2028 gli USA intendono inviare su Marte una navicella spaziale che usa una propulsione elettrica nucleare, quello a cui la NASA fa riferimento quando parla del “primo veicolo spaziale interplanetario alimentato a energia nucleare”.