L’intelligenza artificiale (IA) sta assumendo un ruolo sempre più centrale nelle operazioni militari moderne. Nella recente operazione statunitense in Iran, il Pentagono ha fatto ricorso a uno dei sistemi di IA più avanzati mai impiegati in guerra: il Maven Smart System, una piattaforma sviluppata dalla società di data mining Palantir Technologies e potenziata dal modello di intelligenza artificiale Claude della startup Anthropic. Secondo fonti vicine al progetto, il sistema ha consentito alle forze armate statunitensi di individuare e colpire fino a 1000 obiettivi nelle prime 24 ore dell’offensiva. Maven analizza enormi quantità di dati classificati provenienti da satelliti, sistemi di sorveglianza e altre fonti di intelligence, generando in tempo reale suggerimenti su possibili bersagli, coordinate geografiche e priorità strategiche.
Integrato nella piattaforma, il chatbot Claude ha contribuito a elaborare e sintetizzare queste informazioni, accelerando drasticamente il processo decisionale militare. Dove un tempo la pianificazione di un attacco richiedeva settimane, oggi l’analisi e la selezione dei bersagli possono avvenire quasi istantaneamente.
Negli ultimi 12 mesi, secondo alcune fonti interne, l’abbinamento tra Maven e Claude è diventato uno strumento di uso quotidiano per numerose unità militari. Il sistema non solo suggerisce obiettivi, ma valuta anche l’efficacia delle operazioni dopo l’avvio degli attacchi, offrendo un quadro aggiornato della situazione sul campo.
Il Pentagono aveva iniziato a integrare Claude nel sistema Maven alla fine del 2024, ampliandone progressivamente l’utilizzo. Oggi oltre 20mila militari statunitensi utilizzano la piattaforma per compiti che vanno dall’analisi dell’intelligence alla gestione della logistica operativa.
Il sistema è stato impiegato anche in operazioni precedenti, tra cui il ritiro degli Stati Uniti dall’Afghanistan nel 2021 e il supporto militare a Israele dopo gli attacchi del 7 ottobre 2023.


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