L’operazione Epic Fury rappresenta una escalation militare nella regione del Medio Oriente, come evidenziato dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti. Questo piano operativo, che ha preso avvio all’inizio di marzo, ha visto un’intensificazione delle azioni belliche tra gli Stati Uniti, Israele e l’Iran. I primi dieci giorni della campagna sono stati segnati da attacchi aerei, operazioni navali, e scontri diretti. La campagna ha preso piede con l’attacco delle forze statunitensi che hanno lanciato missili contro obiettivi a Teheran. Nello stesso periodo, Israele ha ottenuto il predominio aereo sulla regione, creando una base per le operazioni successive. Questo ha preparato il terreno per il coinvolgimento di aerei bombardieri statunitensi come i B-2, B-1 e B-52, che hanno svolto missioni strategiche nel corso dei giorni seguenti.
2 Marzo – 3 Marzo: Attacchi navali e attacco al NAMIBE
Nel terzo giorno di operazioni, una nave da guerra iraniana è stata affondata dalle forze navali statunitensi. Questo ha segnato una significativa escalation nelle operazioni in mare, con il coinvolgimento della US SSN (sottomarino nucleare) nel Golfo Persico. Il 3 marzo, è stato effettuato un attacco con una grande flotta di aerei, con un altro episodio notevole: il bombardamento del NAMIBE, nave da guerra iraniana, da parte di un aereo UCAV (drone a uso militare), che ha segnato un punto di svolta.
4 Marzo – 5 Marzo: Operazioni di bombardamento strategico e attacchi aerei
Il 4 marzo ha visto un importante bombardamento contro siti chiave nella regione dell’Iran. In particolare, gli Stati Uniti hanno localizzato e attaccato una struttura iraniana situata nel deserto centrale, mirata per il suo impatto strategico. Il 5 marzo, è stata effettuata una delle maggiori offensive, con un attacco che ha visto il lancio di 40.000 tonnellate di esplosivi. Questo ha avuto un effetto devastante sulla capacità difensiva iraniana e ha rafforzato la superiorità degli Stati Uniti nella zona.
8 Marzo – 9 Marzo: attacchi multi-assi e affondamento di navi
Il 9 marzo è stato segnato dalla messa fuori uso di 50 navi da guerra iraniane in un’azione simultanea che ha incluso attacchi aerei e marittimi. Questo ha ridotto significativamente la presenza navale iraniana nella regione, privando l’Iran della capacità di effettuare operazioni navali di risonanza. Questo movimento ha messo sotto pressione le forze iraniane nel Golfo Persico, segnando un grande successo per le forze alleate.
L’operazione Epic Fury ha avuto un impatto profondo nei primi dieci giorni, con una serie di attacchi strategici che hanno visto l’uso di forze aeree e navali coordinate.


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