La frana di Silvi non si ferma e il maltempo fa paura. Dopo il vertice in prefettura e l’annuncio di lavori urgenti, la collina ha deciso di correre più veloce dei cantieri: nella zona di Santa Lucia la terra ha inghiottito un tratto della provinciale SP29b e una delle abitazioni già evacuate è crollata sotto gli occhi dei residenti. Una nuvola di polvere, crepe profonde sull’asfalto, alberi trascinati verso valle: il fronte instabile misura ormai decine di metri e continua a muoversi.
“La frana si è messa in veloce movimento, sono collassate altre due case. Ci sono vigili del fuoco, autorità. Vediamo cosa accadrà. Siamo molto preoccupati soprattutto chi abita a 30, 40 metri dalla frana. C’è anche una scuola, una palestra. Speriamo per il meglio”, raccontano i residenti che da giorni vivono con lo sguardo fisso sulle crepe nel terreno e il rumore sordo dei cedimenti.
Questa mattina una squadra dei Vigili del Fuoco di Roseto degli Abruzzi è intervenuta nuovamente sulla SP29b, nel tratto sopra il paese di Silvi, per verificare l’evoluzione del dissesto. Il sopralluogo ha confermato quello che ormai è sotto gli occhi di tutti: il versante è altamente instabile e la situazione è considerata pericolosa. Per questo sono stati evacuati altri due edifici di civile abitazione, oltre a quelli già sgomberati a fine gennaio, quando la frana aveva iniziato a dare i primi segnali di allarme.
Intorno alle 13:15 una delle case appena evacuate è collassata, sbriciolandosi e sollevando una colonna di polvere visibile a distanza. L’area è stata subito interdetta e i vigili del fuoco hanno richiesto l’uso di droni per sorvolare la zona e valutare dall’alto l’ampiezza del fronte, l’evoluzione delle crepe e i punti più critici del terreno. Sul posto sono presenti anche il sindaco di Silvi, i tecnici della Protezione Civile regionale e un geologo incaricato di eseguire rilievi e valutazioni tecniche.
Preoccupa il maltempo
A preoccupare residenti e autorità è ora il ruolo del meteo. Il ritorno del maltempo, con nuove piogge e vento forte, rischia di peggiorare una situazione già fragile: ogni millimetro di pioggia in più può infiltrarsi nel terreno, indebolire ulteriormente il versante e innescare nuovi movimenti. In un contesto così compromesso, anche precipitazioni non eccezionali possono bastare per provocare altri cedimenti, mettendo in pericolo case, infrastrutture e attività presenti nella zona.
Per il momento la priorità resta la sicurezza delle persone: controlli continui, area rossa estesa, monitoraggi e coordinamento tra vigili del fuoco, Comune e Protezione Civile. Gli abitanti, intanto, osservano la collina con la paura che ogni nuovo scroscio di pioggia possa segnare un altro passo avanti della frana verso le loro case.


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