L’intera area meridionale del Paese si trova attualmente nel pieno di una gravissima emergenza maltempo che sta colpendo con inaudita violenza soprattutto la Calabria e la Sicilia. La situazione appare critica non solo nelle due isole maggiori del Mezzogiorno, ma anche in Puglia e Basilicata, dove piogge abbondanti e intense stanno saturando i terreni e mettendo a dura prova il sistema idrogeologico regionale. Questo scenario di estrema criticità è alimentato da una configurazione ciclonica persistente che sta scaricando al suolo volumi d’acqua che superano ogni statistica storica per il periodo, portando le autorità a monitorare costantemente l’evoluzione dei fenomeni per garantire la sicurezza della popolazione e delle infrastrutture.
Un 2026 da primato storico per la pluviometria del Sud Italia
Le attuali condizioni meteorologiche si inseriscono in un contesto climatico annuale che sta assumendo i connotati dell’eccezionalità assoluta. Queste piogge record di metà maggio giungono infatti a coronamento di un bimestre gennaio-febbraio 2026 che è già stato archiviato come un periodo storico per le precipitazioni senza precedenti, causate da una serie di cicloni che hanno martellato il Sud Italia sin dalle prime settimane dell’anno. Molti esperti suggeriscono che il 2026 potrebbe seriamente diventare l’anno più piovoso di sempre nella millenaria storia di questa terra. Il dato che più impressiona riguarda gli accumuli complessivi dall’inizio dell’anno, poiché alcune località montane e collinari della Calabria hanno già superato la soglia dei 2.000mm annui, polverizzando di gran lunga la media pluviometrica annua di queste aree. Risulta ancora più sbalorditivo constatare come stia piovendo in modo torrenziale anche nelle zone tradizionalmente considerate più secche e aride, come la piana di Catania, la Locride o la Sibaritide, quest’ultima tragicamente colpita oggi dalla terza alluvione in poco più di un mese.
Calabria sotto assedio con accumuli spaventosi sui rilievi e nelle città
In Calabria la situazione è drammatica a causa di piogge alluvionali che hanno colpito indistintamente tutti i rilievi della regione. I dati raccolti nelle ultime 48 ore sono emblematici della forza della tempesta, con picchi straordinari che vedono Santa Cristina d’Aspromonte guidare la classifica con ben 364mm di pioggia. Non meno critica è la condizione sulle Serre, dove a San Sostene Alaco sono caduti 352mm, mentre sulla Sila si registrano 308mm a Cotronei e sul massiccio del Pollino spiccano i 145mm di Alessandria del Carretto. Anche i centri urbani principali stanno affrontando una prova durissima sotto la pioggia torrenziale, con dati che vedono 153mm a Corigliano Calabro, 140mm a Catanzaro, 136mm a Rossano e 131mm a Lamezia Terme. Valori significativi si registrano anche a Vibo Valentia con 59mm, Crotone con 47mm, Cosenza con 37mm e infine Reggio Calabria con 34mm.
La mappa con tutte le piogge in Calabria:
La Sicilia registra record assoluti sui Peloritani e sull’Etna
La Sicilia non è stata risparmiata dalla furia degli elementi, facendo registrare accumuli eccezionali specialmente sui settori orientali. I record di questa ondata di maltempo appartengono ai Peloritani e all’area vulcanica dell’Etna, con il dato impressionante di 239mm caduti a Fondachelli e i 203mm misurati al Rifugio Citelli. Le città siciliane riflettono questa ondata di maltempo con cifre preoccupanti, a partire dai 176mm di Giarre e i 125mm di Acireale, seguiti dai 101mm della città di Catania. Proseguendo nell’analisi dei dati pluviometrici, si riscontrano 63mm a Milazzo, 58mm a Caltanissetta, 47mm a Caltagirone, 45mm a Messina, 44mm a Capo d’Orlando, 31mm a Ragusa, 29mm a Siracusa, 27mm ad Agrigento e 22mm nel capoluogo Palermo.
Piogge alluvionali sulle coste e nelle zone turistiche d’eccellenza
Un aspetto particolarmente rilevante di questa emergenza riguarda le aree litoranee, solitamente protette dall’orografia, che in questa occasione sono state investite da nubifragi devastanti. Lungo la costa calabrese appare incredibile il dato di Crosia, dove sono caduti 221mm, così come gli 87mm di Locri, cifre che in queste zone secche rappresentano eventi con tempi di ritorno secolari. In Sicilia, sulla fascia costiera jonica, si segnalano i 131mm di Aci Castello e i 107mm di Letojanni. Il maltempo non ha risparmiato nemmeno i borghi turistici rinomati a livello internazionale, colpendo duramente Soverato con 110mm, la suggestiva Scilla con 63mm e la perla del Tirreno Tropea, che ha visto cadere 42mm di pioggia in poche ore.
Il superamento della barriera appenninica e l’impatto sul versante tirrenico
Nonostante la circolazione atmosferica sia spiccatamente orientale con un’esposizione diretta dei settori jonici, è degno di nota evidenziare come le piogge torrenziali siano riuscite a scavalcare agevolmente la dorsale dell’Appennino. Questo fenomeno ha permesso che precipitazioni estremamente abbondanti interessassero anche il versante tirrenico, portando accumuli di rilievo in località come Bagnara Calabra, che ha fatto registrare 121mm, e Barcellona Pozzo di Gotto in provincia di Messina con 105mm. Questa distribuzione così vasta e intensa della pioggia conferma la potenza del sistema perturbato e la gravità di una situazione meteorologica che sta riscrivendo la storia climatica del Sud Italia.
La mappa delle piogge in Sicilia:
Puglia e Basilicata tra piogge a dirotto e un clima tipicamente invernale
Oltre alla situazione estrema nelle due isole maggiori, il quadro meteorologico appare drammatico anche in Puglia e Basilicata, dove la pioggia a dirotto non concede tregua da ieri. In molte località di queste due regioni si registrano accumuli di 70–80mm diffusi, a testimonianza di una perturbazione vasta e persistente. Tuttavia, l’aspetto più sorprendente di questa fase di maltempo riguarda le temperature rigide che stanno interessando l’area: nonostante il calendario, alle ore 12:00 della giornata odierna si respira un’aria da piena giornata invernale. Le rilevazioni termiche mostrano valori eccezionalmente bassi per il periodo, con appena +7°C ad Altamura e +8°C a Matera, mentre a Martina Franca il termometro segna +9°C. Anche nelle aree pianeggianti e costiere il freddo intenso si fa sentire pesantemente, con +10°C a Cerignola e una massima che non supera gli +11°C a Bari, Foggia e Barletta, delineando uno scenario climatico davvero anomalo e gelido.
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