Maltempo Europa: vortice polare spinge aria gelida, ritorno dell’inverno con neve e freddo intenso tra Germania, Austria e Svizzera | FOTO

Maltempo, una massa d’aria artica sta riportando condizioni pienamente invernali su gran parte dell’Europa centrale e occidentale

Dopo settimane dal sapore primaverile, l’Europa centrale e occidentale si prepara a un brusco ritorno dell’inverno. Tra oggi e il 28 marzo una massa d’aria artica, spinta da un ramo del vortice polare disceso dal Nord Atlantico e dalla Scandinavia, favorirà un crollo termico di proporzioni notevoli, con temperature che potranno scendere anche di 10-15°C al di sotto delle medie stagionali. L’irruzione fredda, una delle più significative di questa fine stagione, riporterà nevicate diffuse sulle Alpi, venti intensi e un generale raffreddamento anche in pianura tra Germania, Svizzera e Austria. L’episodio arriva dopo un marzo insolitamente mite, che aveva fatto pensare all’inizio stabile della primavera.

Una discesa gelida dal Nord Europa

All’origine di questo colpo di scena atmosferico c’è un lobo del vortice polare, una vasta area di aria molto fredda che si è staccata e ha iniziato a muoversi verso sud. Nella sua avanzata, ha scavato un profondo cavo depressionario che dal Mare del Nord si estende fino alla Germania e alle Alpi.

Maltempo Europa neve Svizzera

Le correnti settentrionali associate trasportano verso l’Europa continentale aria di origine artica marittima, raffreddando rapidamente la colonna d’aria fino a 850 hPa (circa 1.500 metri di quota). Qui, i modelli meteorologici stimano temperature di -8/-10°C su aree dove normalmente a fine marzo si registrano valori prossimi allo zero.

Il risultato sarà un forte contrasto termico, condizioni favorevoli a instabilità diffusa e precipitazioni miste, spesso sotto forma di neve o pioggia mista a neve anche a quote relativamente basse.

Neve e bufere sulle Alpi austriache

In Austria, il nocciolo d’aria fredda interagirà con la circolazione ciclonica che si forma a ridosso delle Alpi, dando vita a nevicate abbondanti soprattutto sui versanti settentrionali e occidentali. Le aree di Arlberg, Tirolo e Salisburgo saranno tra le più esposte, con l’arrivo di nuovi accumuli di neve fresca anche consistenti.

Le autorità locali parlano di possibili ‘powder alarms’, allarmi emessi per le condizioni ottimali di neve fresca nelle località sciistiche, ma accompagnati da forti venti e rischio di tempeste di neve sui passi più alti. Nelle valli, inizialmente potrebbe cadere la pioggia, ma con l’ingresso della massa più fredda la pioggia si trasformerà in nevischio o neve fino agli 800-1000 metri, localmente più in basso.

Per gli operatori turistici, l’evento rappresenta una sorta di ritorno dell’inverno pieno in una stagione sciistica che sembrava avviarsi alla conclusione. Tuttavia, il rischio valanghe potrà salire rapidamente per effetto dei nuovi apporti di neve su strati già consolidati.

Freddo e neve anche in Svizzera

La situazione sarà simile anche in Svizzera, dove dopo un periodo di clima primaverile il brusco raffreddamento riporterà precipitazioni nevose fino a quote medio-basse.

Nei grandi bacini alpini e nelle vallate interne, la neve tornerà a cadere copiosa, mentre le località più alte passeranno da una neve umida e pesante a neve asciutta e polverosa. Sulle creste e nelle aree più esposte soffieranno venti forti o tempestosi, in grado di causare accumuli irregolari e trasporto della neve.

Questo peggioramento sarà accompagnato da un sensibile calo termico anche alle basse quote: nelle città dell’Altopiano Svizzero si potranno toccare valori minimi prossimi allo zero o poco superiori, un fatto piuttosto raro per la fine di marzo.

Un episodio di “inverno ritrovato”

Si tratta di un episodio tipico delle fasi finali della stagione fredda, quando le ondulazioni della corrente a getto possono spingere verso sud masse d’aria polare ancora molto attive.
Sarà probabilmente un evento di breve durata, alcuni giorni, ma sufficiente per ridisegnare il paesaggio alpino, riportare gelo e neve, e ricordare che, almeno in montagna, la primavera vera può attendere ancora un po’.