Domenica di primavera… sotto la neve. Nelle Hautes-Alpes francesi, non lontano dal confine italiano, i fiori di albicocco si sono ritrovati imbiancati da una nevicata tardiva intorno ai 750 metri di quota, nella zona di Serres. Una scena da pieno inverno, ma con i colori e i profumi della primavera già iniziata. Negli ultimi giorni, una massa d’aria fredda di origine nordica è scesa verso l’Europa occidentale, riportando temperature più basse e condizioni instabili anche sulla Francia. Questo “colpo di coda” dell’inverno ha favorito rovesci di pioggia e neve, con fiocchi capaci di scendere fino alle quote collinari sulle Alpi francesi sud-orientali.
A Serres, nel dipartimento delle Hautes-Alpes, la neve ha attecchito al suolo nonostante l’altitudine relativamente modesta per il mese di marzo. Il contrasto è stato particolarmente evidente perché la vegetazione era già avanti: gli albicocchi erano in piena fioritura e i prati cominciavano a verdeggiare.
Fiori sotto la neve: belli ma a rischio
La fotografia dei fiori di albicocco sotto la neve racconta alla perfezione la fragilità di questo periodo dell’anno. Da un lato lo spettacolo è suggestivo: petali bianchi e rosa che si mescolano ai cristalli di neve, in un paesaggio quasi fiabesco. Dall’altro, però, il rischio per l’agricoltura è concreto.
Quando i frutteti sono già in fiore, un ritorno di freddo con neve e gelate notturne può danneggiare i boccioli e compromettere parte del raccolto. Un problema che non riguarda solo la Francia, ma anche molte aree interne d’Italia, dove in queste settimane si alternano fasi molto miti a improvvisi cali di temperatura.
Perché succede a fine marzo
Neve e freddo a fine marzo non sono eccezionali sulle Alpi, ma fanno sempre notizia quando arrivano dopo periodi insolitamente miti. La primavera, soprattutto nelle sue prime fasi, è una stagione di transizione: l’atmosfera oscilla ancora tra l’influenza delle correnti fredde del Nord e le prime rimonte di aria più calda dal Mediterraneo.
In questo caso, l’ingresso di aria più fredda in quota, combinato con l’umidità presente e l’effetto delle montagne, ha permesso alle precipitazioni di trasformarsi in neve anche a quote relativamente basse per il periodo. Un promemoria che, nonostante i tepori anticipati, l’inverno non è ancora del tutto finito.


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