Maltempo Sicilia, gli agricoltori denunciano: “l’acqua delle dighe di Gela finisce in mare”

La diga Disueri sta rilasciando l'acqua invasata e ,'allerta, in queste ore, è scattata anche per la diga Cimia

L’acqua delle dighe a Gela (Caltanissetta) e nel comprensorio non finisce nei campi della Piana, tra le più estese della Sicilia, ma continua a essere sversata in mare. Sono gli agricoltori del territorio a segnalare la nuova emergenza. La diga Disueri sta rilasciando l’acqua invasata. Il bacino artificiale, ormai da anni, per problemi strutturali, non riesce a garantire neanche la tenuta minima. “Per noi, è un danno enorme – dicono alcuni agricoltori che assistono allo sversamento dell’acqua – nonostante le piogge di questi mesi, quando ci sarà veramente bisogno di acqua nel periodo estivo, non avremo nulla“. Diversi produttori sono in forte agitazione. “Tanti operatori rinunciano alle coltivazioni tipiche – dicono – proprio perché non possono fare affidamento sulle forniture idriche. Senza acqua, come si fa?”.

La diga Cimia

L’allerta, in queste ore, è scattata anche per la diga Cimia, l’unica che riesce ancora, parzialmente, a invasare. Gli addetti avevano ricevuto indicazioni per sversare quantitativi, vista la soglia massima quasi raggiunta. Attualmente, Cimia riesce a invasare fino a tre milioni di metri cubi di acqua. “Da ieri sera, erano partite operazioni di sversamento – fanno sapere altri operatori agricoli – con le piogge, il limite massimo stava per essere raggiunto. Però, non si può sversare tutta l’acqua invasata. Abbiamo segnalato e il sindaco di Niscemi, Massimiliano Conti, è intervenuto. L’assessore del Comune di Gela, Filippo Franzone, si è recato al Consorzio di bonifica per avere ragguagli. Fortunatamente, il rilascio dell’acqua è stato bloccato“.

Cosa dicono i dati

I dati ufficiali della Regione, per le dighe del territorio di Gela, sono eloquenti. In base ai numeri di monitoraggio del distretto idrografico, per il mese di febbraio, la diga Cimia, con una capacità di 10,00 milioni di metri cubi, arriva a invasare 2,99 milioni di metri cubi. A Comunelli, la capacità di invaso è di 8,00 milioni di metri cubi ma con un volume attuale di soli 0,17 milioni di metri cubi. Disueri, con una capacità di 23,60 milioni di metri cubi, invasa un volume di 0,48 milioni di metri cubi. Un discorso diverso riguarda il bacino del Ragoleto, in gran parte destinato al sito Eni di Gela. In questo caso, a fronte di una capacità di 20,10 milioni di metri cubi, a febbraio invasa 10,03 milioni di metri cubi.

L’amministrazione comunale di Gela, attraverso il sindaco Terenziano Di Stefano e l’assessore Filippo Franzone, mantiene costanti contatti con Regione e Consorzio di bonifica, per cercare di individuare percorsi utili a progetti di ripristino della funzionalità delle dighe.