Nel corso degli ultimi giorni, dai modelli fisico-matematici deterministici sono emersi segnali interessanti circa la possibilità che, tra il 9 e il 15 marzo 2026, una massa d’aria gelida di origine siberiana possa interessare la Turchia e l’Egeo. Attualmente, però, le ultime analisi dei modelli ensemble indicano soltanto la possibilità di afflussi di aria più fredda dai quadranti nord-orientali, ma senza certezze sull’estensione e la durata dell’episodio. Fino al 6 marzo l’evoluzione meteo mostra un contrasto termico piuttosto evidente tra le regioni occidentali e quelle orientali del Paese.
Mentre sul settore occidentale e mediterraneo le temperature risultano 2–4°C sopra la media stagionale (valori intorno ai 17°C a İzmir e 12°C ad Ankara), l’Anatolia Orientale e il Mar Nero sono interessate da aria decisamente più fredda, con valori inferiori di 3–6°C rispetto alle medie del periodo.

Secondo il bollettino mensile della MGM (il Servizio meteorologico turco), il mese di marzo dovrebbe proseguire con temperature nella norma e precipitazioni generalmente inferiori alle medie stagionali. Nonostante alcune emissioni modellistiche suggeriscano consolidamento delle correnti nord-orientali dopo il 9 marzo, al momento non emergono ancora segnali chiari di una severa ondata di freddo di chiara origine siberiana. Eventuali fenomeni nevosi sembrerebbero limitarsi, per il momento, ai rilievi dell’Anatolia Orientale, in particolare su Erzurum, Kars e Ardahan.
Per il momento, quindi, la possibile intensa irruzione gelida resterebbe un’ipotesi da monitorare attentamente poiché non ancora supportata da chiari e decisi segnali da parte dei principali centri di calcolo.



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