È inutile nascondersi, appena arriva il mese di marzo abbiamo tutti voglia di tirare fuori abiti più leggeri e goderci il sole, convinti che la primavera sia ormai alle porte. Se invece guardiamo bene i dati e i ricordi di chi ha qualche anno in più di esperienza, la realtà è un’altra. In Italia la neve a marzo non è affatto una chimera, anzi. È proprio quel periodo dell’anno in cui l’inverno decide di sparare gli ultimi colpi, e spesso lo fa con un’intensità che non ti aspetti. Il problema è che ci troviamo in una fase di transizione un po’ delicata. Il Mediterraneo comincia a scaldarsi, ma sopra di noi, nel resto d’Europa, è presente ancora dell’aria gelida. Quando queste masse d’aria artica riescono a penetrare verso sud e incontrano l’umidità del nostro mare, succede il finimondo. Di solito i primi dieci giorni del mese sono quelli più a rischio, ma la storia ci insegna che non bisogna mai abbassare la guardia, neanche dopo il 20.
Se andiamo a ripescare alcuni episodi del passato, ci sono stati dei mesi di marzo che sembravano pieno gennaio. Pensate al 1971: è rimasto un caso quasi leggendario perché fece un freddo cane in tutta la penisola.
A Roma nevicò addirittura quattro volte in un mese solo, con accumuli che superarono i 15 centimetri, e i fiocchi arrivarono persino a Napoli e a Palermo. In pianura padana, intanto, si scendeva tranquillamente a -10 gradi.
Qualche anno dopo, nel 1976, toccò al Nord e alla Toscana finire sotto la neve a causa di una circolazione depressionaria che non voleva saperne di abbandonare il nostro Paese.
E come dimenticare l’’86? In quel caso il freddo arrivò direttamente dalla Russia e, interagendo con le umide correnti atlantiche, regalò nevicate spettacolari su Milano e Torino proprio a metà mese.

L’anno successivo, nell’’87, fu invece la Puglia a svegliarsi letteralmente imbiancata, con un paesaggio che sembrava più quello di una capitale nord-europea che del nostro meridione.
Guardando invece anni più recenti, molti si ricorderanno sicuramente del 2005. Quell’anno a Genova fu un mezzo disastro: la neve cadde abbondante fin sulla costa, bloccando treni e autostrade, e anche Milano finì sotto venti centimetri di coltre bianca.
Cinque anni dopo, nel 2010, ci fu un’altra bufera pazzesca in Val Padana, con la Bora che soffiava così forte da far sembrare la pianura un angolo di Siberia. E per chi pensa che a fine mese si sia ormai al sicuro, basta citare il 2013, quando Padova, Vicenza e persino la laguna di Venezia videro la neve a pochissimi giorni dall’inizio ufficiale della primavera.
Insomma, che si tratti delle coste della Sicilia o della pianura padana, marzo è un mese che sa come prenderci in contropiede. L’atmosfera è ancora troppo instabile per fidarsi ciecamente del termometro. Quindi, prima di fare il cambio di stagione definitivo nell’armadio e mettere via i cappotti, forse converrebbe aspettare ancora un po’ e vedere cosa ha in serbo il meteo.


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