Dopo l’irruzione fredda di questi giorni, l’Italia sta vivendo una breve tregua. Tuttavia, le correnti fredde dai Balcani continuano a scorrere sulle regioni peninsulari, mantenendo le temperature sotto la media del periodo. Ma l’inverno, a quanto pare, non ha ancora detto l’ultima parola: a fine mese è atteso un nuovo e più deciso colpo di coda. Secondo le ultime proiezioni del modello europeo ECMWF, tra il 25 e il 28 marzo una profonda saccatura artica potrebbe affondare nel cuore del Mediterraneo, riportando condizioni pienamente invernali. Le mappe a 500 hPa mostrano infatti una discesa di aria molto fredda fin verso l’Italia centrale e meridionale, mentre a 850 hPa compaiono isoterme tipiche delle irruzioni artiche, con valori che potrebbero scendere fino a -5/-6 °C a 1500 metri.
Gli scenari ensemble (ENS) del modello europeo confermano questa tendenza: la media delle simulazioni mostra geopotenziali bassi su gran parte del Paese e anomalie termiche negative diffuse, soprattutto al Centro e al Sud, dove il freddo potrebbe farsi sentire in modo più marcato.

Non solo temperature: anche le precipitazioni potrebbero aumentare. Le anomalie settimanali del modello ECMWF indicano infatti valori superiori alla norma sul Centro-Sud, segno di una possibile fase più instabile, con piogge e neve in montagna.
Le irruzioni fredde a fine marzo in Italia, pur essendo eventi tardivi, possono risultare estremamente intense, portando colpi di coda invernali con neve in pianura e gelate notturne.
Ecco alcune delle più note e intense irruzioni fredde storiche tra l’ultima decade di marzo e l’inizio di aprile:
• Marzo 1956 (la coda del grande gelo): Dopo febbraio, il freddo estremo persistette anche a marzo, con nevicate e temperature eccezionalmente basse che colpirono l’Italia fino a metà mese e oltre.
• Marzo 1971: Una delle ondate di freddo tardive più intense, con abbondanti nevicate anche al Centro-Sud e temperature molto rigide, in particolare tra il 15 e il 25 del mese.
• Marzo 2001 (inizio): Una notevole irruzione artica colpì l’Italia nei primi giorni di marzo, con nevicate fino in pianura al Nord e neve a quote molto basse al Centro.
• Marzo 2004: Un intenso colpo di coda invernale si verificò proprio nell’ultima settimana di marzo, portando gelo e nevicate sparse, in particolare sul versante adriatico e al Nord.
• Marzo 2010: A cavallo tra marzo e aprile, l’aria gelida di estrazione balcanica investì l’Italia, causando un netto calo termico e nevicate anche lungo le coste adriatiche.
• Marzo 2013: La metà di marzo del 2013 fu caratterizzata da una persistente ondata di freddo che portò neve a Torino (5-7 cm il 17-18 marzo) e gelo, rendendo il mese insolitamente freddo rispetto alla media recente.
Insomma, dopo una parentesi di tempo relativamente tranquillo, l’inverno è pronto a fare un ultimo ritorno in scena proprio negli ultimi giorni di marzo. Sarà un colpo di coda rapido o persistente? Staremo a vedere.
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