L’Antartide comincia a fare sul serio, almeno per ciò che riguarda le temperature estreme. Proprio ieri, la stazione Concordia ha registrato la prima temperatura stagionale al di sotto della soglia dei -60°C, toccando i -60,3°C. Un valore che segna di fatto l’ingresso nel vero inverno antartico, quando il grande plateau di ghiaccio inizia a perdere calore in modo più deciso con il crollo dell’irraggiamento solare. Concordia sorge a oltre 3.200 metri di quota, nel cuore dell’Antartide, ed è uno dei luoghi più freddi e isolati del pianeta. Qui la temperatura media annua si aggira attorno ai -50°C e, nelle notti polari più rigide, il termometro può spingersi fino a valori prossimi ai -80°C.
L’inizio del mese di marzo rappresenta una fase di transizione stagionale: il Sole resta sempre più basso sull’orizzonte, le ore di luce calano rapidamente e il bilancio energetico del suolo diventa via via più negativo. In queste condizioni, bastano cieli sereni e venti deboli perché l’aria a contatto con la superficie ghiacciata si raffreddi in modo intenso, favorendo i primi picchi sotto i -60°C.
Si tratta di valori pienamente compatibili con le medie stagionali per la fine dell’estate australe, ma che colpiscono sempre per l’estremo rigore climatico rispetto alle nostre latitudini. Mentre nell’emisfero boreale si approssima la stagione primaverile, al Polo Sud si chiude il sipario sull’estate e inizia la lunga stagione del gelo estremo.
L’Antartide, il continente più remoto e misterioso del pianeta, è un immenso deserto di ghiaccio situato interamente all’interno del Circolo Polare Antartico. Coperto al 98% da una calotta glaciale che racchiude circa il 70% dell’acqua dolce della Terra, è uno degli ambienti più estremi e inospitali, con temperature che possono scendere fino a -89,2°C, record ufficiale attualmente in vigore.


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