La stagione primaverile, probabilmente, avrà tanto da raccontare. L’ultimo aggiornamento del modello SEAS5 suggerisce in modo piuttosto netto un trimestre aprile-maggio-giugno 2026 decisamente più piovoso del normale su gran parte dell’Europa occidentale, rispetto alla media di riferimento 1993-2016. La mappa delle anomalie di precipitazione mostra vaste aree in verde, sintomo di piogge sopra la media dall’Italia, alla penisola Iberica fino al nord della Francia, al Benelux e al sud del Regno Unito. Le zone tratteggiate individuano i settori in cui il segnale è statisticamente rilevante al 10%, il che aumenta il grado di probabilità soprattutto lungo i settori atlantici e sul Mediterraneo occidentale.
Secondo la mappa ECMWF, le tonalità dal verde chiaro al verde più scuro corrispondono a eccedenze stagionali dell’ordine di circa 50 fino a oltre 100 mm sul totale dei tre mesi in oggetto, a seconda delle aree. Resta sempre comunque un segnale di tipo ensemble, che va interpretato come un aumento della probabilità di un trimestre più piovoso, senza però fornire certezze né sugli accumuli totali né sulla distribuzione temporale degli episodi nel corso della stagione primaverile.
Il Centro Europeo per le previsioni a medio-lungo termine ricorda che le sue analisi stagionali descrivono un bias statistico su periodi trimestrali, senza possibilità di dettagliare i singoli episodi perturbati o siccitosi; da qui la presenza di ampie aree con “nessun segnale” in altre zone, come l’Italia meridionale, gran parte della Spagna e del Portogallo e i Balcani. Gli ultimi aggiornamenti per la primavera 2026, sia per ciò che concerne ECMWF, sia la maggior parte dei centri meteo, “disegnano” uno schema perturbato sull’Atlantico nord-orientale, favorevole a condizioni più instabili e perturbate sui paesi dell’Europa occidentale. Staremo a vedere.




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