Meteo, severo maltempo in arrivo sul Mediterraneo occidentale: cicloni semi-stazionari e piogge estreme tra Spagna, Marocco e Francia

meteo, una configurazione atmosferica di blocco potrebbe favorire la formazione di cicloni semi-stazionari tra penisola Iberica e Mediterraneo occidentale, con rischio di piogge persistenti e localmente molto abbondanti

Evoluzione potenzialmente pericolosa nei prossimi giorni tra penisola Iberica, Marocco, Algeria e Francia sud-occidentale, dove potrebbe profilarsi una severa fase di maltempo con rischio di precipitazioni abbondanti e criticità idro-geologiche. Tra il 4 e l’11 marzo l’assetto barico in Europa sarà dominato da una vasta e robusta area di alta pressione estesa su gran parte del vecchio continente, con massimi di pressione tra Europa centrale e l’Italia settentrionale.

Di contro, i cicloni saranno costretti a viaggiare lungo un corridoio molto ristretto che dal nord Atlantico va verso la penisola Iberica, il Mediterraneo occidentale e il nord Africa. Lungo questa fascia ci si aspetta il passaggio e la persistenza di cicloni piuttosto profondi o addirittura semi-stazionari, che potrebbero essere responsabili di più impulsi perturbati in estensione verso la Francia sud-occidentale ed il bacino occidentale del Mediterraneo.

Ciclone semi stazionario Spagna

Alla base di questo disegno sinottico c’è l’estrema debolezza del vortice polare stratosferico, più volte disturbato e allungato durante la stagione invernale. Il vortice indebolito favorisce, infatti, la propagazione delle onde planetarie verso le alte latitudini, con la conseguente formazione di imponenti promontori anticiclonici che tendono a stazionare per diversi giorni.

Si genera così il classico assetto di blocco, assimilabile a un pattern di tipo Rex, con un’area di alta pressione robusta posizionata a nord di una depressione relativamente profonda confinata alle medie latitudini. Questo blocco rallenta il flusso zonale, devia la classica traiettoria delle perturbazioni atlantiche e concentra l’attività ciclonica su un’area geografica molto limitata, aumentando il rischio di eventi meteo estremi a ripetizione sulle stesse zone.

Nel corso della fase prevista, le regioni più esposte sembrerebbero essere la Spagna orientale, il nord del Marocco e dell’Algeria e la Francia sud-occidentale, dove i modelli fisico-matematici intravedono accumuli pluviometrici localmente molto elevati. Inoltre, l’interazione tra la circolazione ciclonica e l’orografia dei territori, con venti umidi dai quadranti sud-orientali che impattano lungo le coste e i rilievi esposti, potrà esaltare i fenomeni, favorendo precipitazioni persistenti e intense. In un contesto di blocco come questo, la reiterazione di piogge abbondanti sullo stesso territorio aumenta sensibilmente il rischio di piene fluviali, allagamenti e frane, soprattutto dove i suoli risulteranno facilmente saturi.

Dal punto di vista dinamico, ci troviamo quindi di fronte a una circolazione fortemente condizionata da ampie ondulazioni, con un getto polare frammentato e deviato verso sud-ovest in prossimità dell’Atlantico orientale. L’anticiclone di blocco sul cuore dell’Europa agisce come muro all’avanzata delle perturbazioni, costringendo i cicloni a muoversi molto lentamente o a rimanere quasi stazionari tra penisola Iberica e Mediterraneo occidentale. Con questo tipo di configurazioni, anche minime variazioni della posizione del minimo stesso o della curvatura del getto polare possono determinare notevoli differenze nella localizzazione dei picchi di pioggia, motivo per cui i prossimi aggiornamenti modellistici andranno monitorati con attenzione sia in termini di intensità sia di persistenza dei fenomeni stessi.