Nel corso degli ultimi giorni, in gran parte degli USA, sembra quasi che la primavera sia stata bypassata a piè pari per cedere direttamente il passo alla stagione estiva, con temperature che solitamente si registrano a maggio inoltrato o addirittura a giugno. Parliamo di una situazione che potrebbe riguardare circa 170 milioni di persone; praticamente mezza nazione si ritroverebbe a una sensazione di caldo decisamente fuori stagione. Gli ultimi aggiornamenti prevedono addirittura oltre 500 record che potrebbero essere infranti in centinaia di città. Insomma, non saremo dinanzi ad una giornata un po’ più tiepida del solito, ma ad un evento fuori scala. Detto questo, però, meglio non riporre i cappotti. Anche se prossimamente si girerà in maniche corte, i meteorologi americani tengono d’occhio quello che sta accadendo nella stratosfera.
È in atto, difatti, un nuovo riscaldamento stratosferico (il classico SSW), che potrebbe dare una bella “spallata” al vortice polare. Se ciò dovesse accadere, l’aria gelida artica avrebbe la strada spianata per puntare dritta verso gli USA.
Quindi, paradossalmente, la seconda metà di marzo potrebbe riproporre un ritorno del crudo inverno, con neve e ghiaccio soprattutto negli stati centrali e orientali. Bisognerà attendere i prossimi aggiornamenti per capire se questa fase calda sarà solo una parentesi e se l’inverno deciderà di sparare le sue ultime cartucce proprio quando si pensava fosse finito.

E in Europa cosa potremo attenderci?
Come già accennato in precedenza, il vortice polare sta per dividersi in due lobi distinti. Uno probabilmente scivolerà verso il Canada e l’altro proprio verso la Siberia e l’Eurasia.
Il problema è che gli effetti troposferici dovuti alle “manovre” in stratosfera non sono immediati. È come se lanciassimo un sasso in uno stagno: le onde ci metterebbero un po’ ad arrivare a riva. Per la prima metà del mese di marzo, quindi, gran parte dell’Europa e l’Italia soprattutto dovrebbero godere di un tipo di tempo decisamente mite o comunque dominato dall’alta pressione.
Però, verso la fine del mese e l’inizio di aprile, la situazione potrebbe ribaltarsi. Se quel lobo di aria gelida decidesse di puntare verso sud, in direzione Mediterraneo, potremmo avere a che fare con il classico “colpo di coda dell’inverno“. In pratica, proprio dovremmo cominciare a pensare alle maniche corte e alle prime scampagnate, potremmo veder tornare la neve a bassa quota o, ancor peggio, le micidiali gelate tardive che, tra l’altro, sarebbero un bel problema per l’agricoltura. Insomma, potrebbe essere un marzo molto dinamico: da un lato primaverile, quasi estivo, dall’altro più che invernale.


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