Il brusco passaggio da una tempesta di sabbia a una bufera di neve ha sorpreso, e non poco, i residenti della provincia di Naâma, nel nord-ovest dell’Algeria, dove in pochi giorni i colori del paesaggio sono passati dall’arancio del deserto al bianco candido dell’inverno. Le immagini, divenute virali sui social, raccontano un contrasto quasi surreale: le stesse aree che solo poco tempo fa erano coperte da cumuli di sabbia sollevati dal vento, ora appaiono imbiancati da un’abbondante coltre nevosa. Questo eccezionale capovolgimento meteo riflette il repentino cambio delle masse d’aria che, in questo periodo dell’anno, possono alternarsi bruscamente sulle zone poste tra il Sahara e l’Atlante algerino.
Dopo l’avvezione di una massa d’aria calda e secca di origine sahariana, responsabile della tempesta di sabbia, la repentina irruzione di aria polare marittima ha definito l’altra faccia della “medaglia”, ossia la bufera di neve.
Fenomeni di questo tipo non sono rari nelle zone di “passaggio” tra deserto e altipiani, dove il tempo atmosferico risponde in modo esaltato ai contrasti tra le diverse circolazioni delle masse d’aria. In particolare, tra la fine dell’inverno e l’inizio della stagione primaverile, il nord Africa diventa spesso “campo di battaglia” tra le masse d’aria subtropicali e i fronti freddi di origine polare.
Il risultato? Spettacoli naturali che mostrano tutta la potenza e l’imprevedibilità del meteo nelle terre di mezzo tra il caldo secco sahariano e il freddo umido atlantico, un segnale importante di quanto dinamico possa essere il tempo alle porte del deserto.





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