Negli ultimi giorni il Sud-Ovest degli Stati Uniti e il Messico settentrionale stanno affrontando un’ondata di caldo eccezionale per il mese di marzo, spinta da una vera e propria “cupola di calore”. Le immagini satellitari del GOES-19, nel canale del vapore acqueo a 7,3 micron, mostrano in modo evidente la massa d’aria calda e secca che domina la regione: le tonalità arancioni e rosse segnalano un’atmosfera insolitamente asciutta e stabile, segno di forte subsidenza in quota.
La causa è una poderosa area di alta pressione, o dorsale, situata tra il Great Basin e la zona dei Four Corners, che ha raggiunto una forza quasi da record per la stagione fredda. Quando una struttura di questo tipo si stabilizza, l’aria tende a scendere e riscaldarsi per compressione, riducendo la nuvolosità e favorendo un intenso riscaldamento al suolo. È il meccanismo classico della heat dome, la cupola di calore che intrappola l’aria calda nei bassi strati.

Secondo le previsioni, la dorsale continuerà ad espandersi verso est nei prossimi giorni, portando temperature quasi estive su gran parte degli Stati Uniti centrali e orientali. Sulle pianure centrali e nella valle del Mississippi, i valori massimi attesi saranno più tipici di giugno che di inizio primavera, mentre l’umidità resterà molto bassa, aumentando il rischio di incendi nelle zone più secche.
Volendo dare uno sguardo ai dati, nella Coachella Valley, la località di Thermal ha raggiunto +42°C, eguagliando il record della temperatura più alta mai registrata negli USA nel mese di marzo, mentre Phoenix ha toccato i +40,5°C, la giornata di marzo più calda della sua storia. Valori fino a 20/30°C sopra le medie stagionali vengono segnalati tra California, Arizona, Nevada e fino alle Great Plains, con centinaia di record giornalieri e mensili di temperatura massima già superati e molti altri attesi nei prossimi giorni.



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