Meteo, Vortice Polare in crisi dopo il potente stratwarming: gli impatti su USA ed Europa tra gelo tardivo e tempeste

Le anomalie termiche previste potrebbero raggiungere valori fino a 10 o 15 gradi sotto la media stagionale

Sembra proprio che l’inverno abbia deciso di giocarsi l’ultimo asso nella manica. Nonostante siamo ormai a ridosso della primavera astronomica, il nord degli Stati Uniti si sta preparando ad un’ennesima irruzione gelida che può tranquillamente definirsi tardiva. Il responsabile, neanche a dirlo, è sempre lo stesso: il Vortice Polare stratosferico, che stavolta è andato letteralmente in crisi a causa di un riscaldamento improvviso e intenso. Praticamente, nei “piani” alti dell’atmosfera, il riscaldamento anomalo (quasi 30°C al di sopra delle medie) ha dato il colpo di grazia al Vortice Polare, il quale si è letteralmente diviso in due lobi che ora puntano verso sud. A dire il vero, i primi effetti si vedono già. Uno dei due lobi si è sistemato proprio sul Canada, portando neve e gelo, mentre paradossalmente gli Stati Uniti orientali hanno goduto di un anticipo di primavera, al limite dell’estivo, grazie a un richiamo di aria decisamente calda.

Stratwarming 6 marzo

Per ciò che concerne l’Europa, le cose sono andate diversamente: il Vecchio Continente è finito sotto un robusto promontorio anticiclonico che ha tenuto lontano il freddo, confinato più che altro verso la Russia e la Siberia. Resta da capire cosa potrebbe succedere adesso. Quando si ha a che fare con lo stratwarming, gli effetti non sono immediati (solitamente 10-20 giorni per avvertire gli effetti in troposfera).

Gli ultimi aggiornamenti, difatti, sono piuttosto chiari: il “core” del Vortice Polare sta puntando dritto verso gli Stati Uniti orientali e il Canada. Non stiamo parliamo di una generale rinfrescata, ma di temperature che potrebbero crollare anche di 10 o 15 gradi sotto le medie del periodo. Per l’agricoltura potrebbe non essere una buona notizia, visti i precoci risvegli, per non parlare poi dei consumi energetici che torneranno ad impennarsi rapidamente.

Effetti stratwarming Europa fine marzo

Guardando le mappe previste per la fine del mese di marzo, la situazione sembrerebbe rimanere piuttosto complicata e decisamente dinamica. Il Vortice Polare, con ogni probabilità, potrebbe rimanere diviso, con il freddo che continuerà a insistere sulla East Coast degli Stati Uniti, mentre sui settori occidentali si potrebbe avere una risposta decisamente più mite. È ben evidente che gli stati che dovessero trovarsi nel terreno di scontro tra le due masse d’aria, potrebbero vedere maltempo estremo con tanto di tempeste.

E per quanto riguarda l’Europa? Dalle nostre parti la situazione è come sempre un po’ più incerta. Togliamoci dalla testa le medesime irruzioni gelide del tipo statunitense, però il segnale di un cambiamento c’è anche qui. L’alta pressione che ci ha protetto finora, potrebbe cedere il passo a correnti più fresche ed instabili provenienti dal nord Atlantico. Magari non vedremo la neve in pianura, ma è possibile che le temperature possano scendere diversi gradi sotto le medie del periodo, oltre ad un peggioramento delle condizioni meteorologiche proprio verso fine mese.

Insomma, quando il Vortice Polare viene stuzzicato da questi riscaldamenti anomali, il tempo può rimanere dinamico anche per più settimane. Sarà interessante vedere come evolverà la situazione nei prossimi giorni, perché queste irruzioni tardive sanno sempre come sorprendere.