In Francia da sempre il soccorso in montagna è gratuito per alpinisti, escursionisti e scialpinisti, eccetto le aree infrastrutturate come piste e impianti. Il sistema sta però mostrando segnali di crisi: nel 2024 sono state effettuate quasi 10mila operazioni di emergenza, con un costo medio di 10.780 euro ciascuna, per un totale di circa 110 milioni, oltre il 50% in più rispetto a dodici anni fa. La Corte dei conti, nel rapporto dell’11 febbraio 2026 alla commissione finanze del Senato, segnala che l’aumento dei costi deriva non solo dai maggiori oneri degli elicotteri, ma anche dalla crescita dei frequentatori della montagna e dalle attività potenzialmente pericolose.
Si ipotizza un futuro in cui a pagare siano soprattutto coloro che, pur soccorsi, risultano illesi o hanno adottato comportamenti imprudenti. Possibili misure includono tariffe proporzionate, obbligo di assicurazione privata e sanzioni per richieste ingiustificate di soccorso.
La Corte suggerisce inoltre una semplificazione dell’attuale macchina dei soccorsi, affidata a gendarmeria, pompieri e CRS Montagne. Una tendenza simile esiste già in Italia, dove le Dolomiti e le Prealpi nordorientali prevedono il pagamento parziale o totale dell’intervento per chi non è in pericolo reale, con costi che variano da regione a regione.
Il dibattito è aperto: la gratuità totale del soccorso in montagna potrebbe diventare un ricordo, mentre cresce la necessità di responsabilizzare chi si avventura in quota.



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