La frana che a gennaio ha colpito Niscemi (Caltanissetta) “ha impattato in maniera devastante l’area di Niscemi e dell’abitato di Niscemi, in quanto sul corpo di frana erano presenti due strade provinciali molto importanti per la comunicazione per il collegamento della città. Fortunatamente non si sono registrati feriti o perdite di vite“: a fare il punto è il Capo della Protezione civile Fabio Ciciliano, nell’audizione in corso in Commissione Ambiente, soffermandosi principalmente sugli effetti del Ciclone Harry. “Nonostante precipitazioni locali modeste, le osservazioni satellitari hanno evidenziato un dato critico: l’umidità del terreno a un metro di profondità è passata da un valore di saturazione del 66% (18 gennaio) al 90% (22 gennaio). Questa saturazione ha portato, il 25 gennaio, al distacco principale della frana, evento per il quale sono stato successivamente nominato Commissario Straordinario“.
”Non è prevista alcuna delocalizzazione o realizzazione di ‘new town’. La gestione degli sfollati avviene in accordo con gli enti locali, che detengono la titolarità della comunità. Dei 1.540 cittadini inizialmente evacuati, una parte ha già fatto rientro nelle proprie abitazioni grazie alla riduzione della fascia di rispetto precauzionale (da 150 a 100 metri dalla frana). Resta un numero limitato di persone che, per la posizione delle proprie case, non potrà rientrare”, ha evidenziato Ciciliano. “Sulla base del monitoraggio effettuato su Niscemi è necessario definire una linea di intervento su 3 direttive: la riduzione della quantità d’acqua attraverso opere di ingegneria idraulica per ridurre la sopravvenienza di ulteriori attività di frana, la riprofilatura dei margini di frana con un piano di demolizione di queste strutture e palazzi che non sono più sicure e la ripiantumazione con opere di ingegneria naturalistica per rimettere in sesto la robustezza meccanica del nuovo profilo geografico dell’area sud di Niscemi“.



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