Notte di paura sull’Etna: il Soccorso Alpino salva due escursionisti

Fondamentale l’intervento tempestivo dei tecnici del CNSAS e dei militari della Guardia di Finanza per recuperare due catanesi stremati dal freddo e dalla fatica

Una complessa operazione di salvataggio si è conclusa con successo nelle scorse ore sul versante settentrionale del vulcano più alto d’Europa. Il Soccorso Alpino e Speleologico Siciliano è intervenuto con urgenza per trarre in salvo due uomini della provincia di Catania che avevano smarrito l’orientamento durante un’escursione. L’allarme è scattato nel tardo pomeriggio di venerdì 20, quando la Centrale Operativa del 118 ha ricevuto la richiesta di aiuto da parte dei due trekker, rimasti bloccati nell’area impervia del Rifugio Castrogiovanni di Monte Baracca.

L’attivazione immediata del Soccorso Alpino Etna Nord

Non appena ricevuta la segnalazione, la macchina dei soccorsi si è messa in moto con estrema rapidità. La stazione di Etna Nord del CNSAS ha inviato da Linguaglossa una squadra di tecnici specializzati, profondi conoscitori della morfologia vulcanica e delle criticità del territorio. La situazione appariva delicata non solo per l’oscurità incipiente, ma soprattutto per le condizioni fisiche dei dispersi, descritti come particolarmente provati e in stato di forte spossatezza. La rapidità d’azione è stata garantita dall’impiego di una motoslitta, mezzo indispensabile per superare i dislivelli e raggiungere rapidamente la zona di Monte Baracca nonostante il terreno difficile.

Una sinergia vincente tra CNSAS e Guardia di Finanza

Una volta raggiunti i dispersi, i tecnici hanno effettuato una prima valutazione sanitaria per accertarsi che non vi fossero traumi o ipotermia grave. Il primo escursionista è stato messo in sicurezza e trasportato immediatamente a valle grazie alla motoslitta del Servizio Regionale Sicilia. Nel frattempo, il secondo uomo è stato raggiunto e assistito dai militari del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza (SAGF), che hanno collaborato attivamente alle operazioni di recupero. Grazie al coordinamento tra le diverse forze in campo, anche il secondo trekker è stato prelevato e condotto in una zona sicura, ponendo fine a ore di grande apprensione tra le cime dell’Etna Nord.

Il ritorno a casa e la cultura della sicurezza in montagna

Fortunatamente, l’avventura si è conclusa senza conseguenze fisiche rilevanti per i due protagonisti. Dopo aver recuperato le forze e verificato l’assenza di complicazioni sanitarie, gli escursionisti hanno potuto fare rientro alle proprie abitazioni con mezzi propri. Questo episodio sottolinea ancora una volta l’importanza della sicurezza in montagna e della necessità di pianificare con cura ogni uscita, considerando attentamente i tempi di percorrenza e le proprie condizioni fisiche. Gli esperti del soccorso montano raccomandano sempre di consultare i bollettini meteo e di non sottovalutare i rapidi cambiamenti climatici che caratterizzano l’ambiente d’alta quota sul vulcano.