Nucleare, l’Ue lancia la strategia per i piccoli reattori modulari: pronti dal 2030

Von der Leyen: "siamo all'avanguardia dell'innovazione globale nel campo dei reattori modulari. E ora abbiamo l'ambizione di progredire rapidamente e su larga scala"

Nelle tecnologie nucleari, a livello Ue “dopo anni di calo degli investimenti, dobbiamo raddoppiare gli sforzi per invertire questa tendenza. Ecco perché oggi presentiamo una nuova strategia europea per i piccoli reattori modulari (SMR, Small Modular Reactors)”, annuncia il Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, durante il summit sull’energia nucleare a Parigi. L’obiettivo, continua, è che “questa nuova tecnologia sia operativa in Europa entro l’inizio degli anni ’30, in modo che possa svolgere un ruolo chiave, accanto ai reattori nucleari tradizionali, in un sistema energetico flessibile, sicuro ed efficiente”.

L’Ue propone, aggiunge von der Leyen, “tre serie di misure principali. In primo luogo, abbiamo bisogno di regole semplici. Creeremo sandbox normative (ambienti normativi controllati e limitati, in cui le aziende innovative possono sperimentare, beneficiando di normative semplificate, ndr), in modo che le aziende possano testare tecnologie innovative. E collaboreremo con gli Stati membri per garantire che le regole siano uniformi a livello transfrontaliero. La logica è chiara: quando un’implementazione è sicura, deve essere semplice e avvenire in tutta Europa”. In secondo luogo, prosegue von der Leyen, “dobbiamo mobilitare gli investimenti. Oggi posso annunciare che creeremo una garanzia di 200 milioni di euro per sostenere gli investimenti privati in tecnologie nucleari innovative. Le risorse proverranno dal nostro sistema di scambio di quote di emissione. Non solo ridurremo i rischi associati agli investimenti in queste tecnologie a basse emissioni di carbonio, ma vogliamo anche inviare un chiaro segnale agli altri investitori affinché si impegnino“.

In terzo luogo, per von der Leyen occorre “uno sforzo europeo congiunto. Il modello di business dei reattori modulari richiede scalabilità, quindi la cooperazione transfrontaliera è essenziale. Per questo motivo collaboreremo con gli Stati membri per allineare i loro quadri normativi, accelerare le procedure di autorizzazione e sviluppare le competenze di cui il settore ha bisogno. Anche le aziende degli Stati membri e i partner fidati dovrebbero unire le forze“. Ad esempio, indica il Presidente, “potrebbero co-investire nella ricerca, negli impianti di prova e nella creazione di catene del valore europee per i combustibili nucleari”.

Strategia di investimento per l’energia pulita

“Ma la nostra ambizione non si limita ai piccoli reattori modulari. Dobbiamo anche rafforzare l’intero ecosistema nucleare, dal combustibile alla tecnologia, dalle catene di approvvigionamento alle competenze”. Questo, aggiunge von der Leyen, “è anche l’obiettivo della nostra Strategia di investimento per l’energia pulita: ridurre i costi energetici, accelerare la diffusione di tecnologie pulite e ampliare le opportunità di finanziamento. La corsa alle tecnologie nucleari è iniziata. Ma l’Europa ha tutto quello che serve per vincerla: abbiamo mezzo milione di lavoratori altamente qualificati nel settore nucleare, molti di più di Stati Uniti e Cina. Siamo all’avanguardia dell’innovazione globale nel campo dei reattori modulari. E ora abbiamo l’ambizione di progredire rapidamente e su larga scala, affinché l’Europa diventi un polo globale per l’energia nucleare di prossima generazione”, conclude.

I dettagli della strategia sui piccoli reattori modulari

La Commissione europea apre alla possibilità di mobilitare fino a 200 milioni di euro fino al 2028 dal Fondo per l’innovazione per lo sviluppo di tecnologie nucleari innovative, tra cui reattori ad acqua leggera, reattori modulari avanzati, microreattori e fusione. Lo prevede la strategia sui piccoli reattori modulari adottata dal collegio dei Commissari Ue, con l’obiettivo di sviluppare i primi piccoli reattori modulari (SMR) a partire dal 2030, accelerando in parallelo lo sviluppo di progetti sul nucleare avanzato. Le risorse, derivate dalle entrate del sistema Ets, andranno a integrare temporaneamente il programma InvestEu.

Il piano fa leva su nove azioni chiave per favorire lo sviluppo del contesto industriale, tra cui l’avvio di una ‘coalizione dei volenterosi’ tra i Ventisette sul piano normativo ed economico per facilitare l’introduzione dei modelli sui loro territori.

La Commissione europea incoraggia un approccio strategico sui mini reattori che “dovrebbero essere considerati un progetto industriale europeo condiviso, basato su una forte collaborazione dell’Ue in materia di ricerca, catena di approvvigionamento, licenze, competenze e finanziamenti”. Tra le altre cose, l’alleanza industriale Ue sui mini reattori dovrebbe individuare un numero limitato di progetti “più promettenti” da sostenere. Imperativo sviluppare norme industriali a sostegno di un “approccio di flotta” per la diffusione dei mini reattori – facendo leva sul ‘contenuto locale’ della produzione – e puntare su un importante progetto di comune interesse (IPCEI) sulle tecnologie nucleari innovative.

I Paesi Ue sono inoltre incoraggiati a semplificare le procedure amministrative relative ai controlli sulle esportazioni tra gli Stati membri. La strategia precisa che nella definizione rientrano i reattori ad acqua leggera, i reattori modulari avanzati che utilizzano progetti innovativi di nuova generazione (la IV) con diversi refrigeranti (metallo liquido, sale fuso o gas ad alta temperatura) e i microreattori, che in genere producono meno di 10 megawatt di energia elettrica, hanno cicli di rifornimento lunghi e possono essere trasportati.

Per la costruzione dei piccoli reattori nucleari, “dal momento in cui c’è l’autorizzazione, potrebbero volerci tra i 3 e i 4 anni”, afferma un funzionario europeo, in occasione della presentazione della strategia. Secondo un altro funzionario europeo, inoltre, la capacità attesa dai piccoli reattori nucleari entro il 2050 è “in un intervallo compreso tra 16 GW e 53 GW”.

La strategia, secondo l’esecutivo Ue, sosterrà l’industria nell’accelerare il loro sviluppo e la loro installazione, in particolare attraverso l’Alleanza industriale europea sugli SMR. L’obiettivo è costruire una catena di approvvigionamento europea solida e scalabile, rafforzando competenze, cooperazione regolatoria e standard di sicurezza.