Una sola casa ancora in piedi. È l’immagine che resta, il giorno dopo i crolli, in contrada Santa Lucia a Silvi Paese, in provincia di Teramo. La frana che da giorni minaccia il versante ha finalmente rallentato la sua corsa, ma il bilancio è già pesante: quattro abitazioni coinvolte, una completamente distrutta, altre gravemente lesionate, e una sola ancora agibile, almeno per ora. Le famiglie evacuate hanno trascorso la notte ospitate da parenti o in strutture messe a disposizione dal Comune. Sul posto continuano a lavorare vigili del fuoco, tecnici e geologi della Regione, impegnati a monitorare il movimento del terreno e a valutare i rischi per le aree limitrofe.
Nelle prossime ore entreranno in azione i tecnici della Protezione Civile. Installeranno sensori per monitorare ogni minimo movimento del terreno e capire che cosa stia succedendo anche a monte della provinciale 29B, dove l’asfalto si è già aperto in più punti. La parte superiore del versante, verso via San Rocco, poggia su un fondo più roccioso che farebbe pensare a una maggiore stabilità, ma solo le verifiche tecniche potranno confermarlo.
Intanto, in paese, l’atmosfera è carica di tensione. Paura, rabbia e incertezza si mescolano tra i residenti, molti dei quali hanno dovuto lasciare le proprie case in fretta, guardando da lontano i crolli e le crepe che avanzano. Alcuni cittadini contestano il sindaco Andrea Scordella, accusandolo di essere intervenuto troppo tardi: «Le crepe erano visibili già da gennaio», ripetono, chiedendo spiegazioni sui tempi di chiusura della strada e sulle misure adottate. Il sindaco prova a rassicurare. Al momento, spiega, non si registrano nuovi movimenti significativi, mentre geologi ed esperti sono al lavoro per definire il quadro e studiare le opere di messa in sicurezza. Ma le parole faticano a calmare chi ha perso la casa o vive con la valigia pronta vicino alla porta.
A rendere tutto ancora più pesante è l’orizzonte delle prossime ore. Su tutto l’Abruzzo è attesa una nuova severa ondata di maltempo, con piogge e vento che potrebbero riattivare il fronte di frana o aprire nuove ferite sul terreno già provato. Ad oggi i modelli stimano una cumulata di piogge superiori ai 100/130mm su tutta la fascia appenninica che si affaccia sui versanti orientali e 50/80mm lungo la costa. Meno esposti i settori occidentali. A Silvi Paese, tra transenne, case sventrate e strade chiuse, la speranza è una sola: che il versante regga e che nessuno debba più assistere al crollo di ciò che resta della propria vita.
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