Il Sole ha scatenato un potente brillamento solare di classe X1.4 nelle prime ore di oggi, lunedì 30 marzo, provocando blackout radio sulla Terra e sollevando potenziali preoccupazioni per i preparativi della missione Artemis II della NASA. Il brillamento ha raggiunto il picco alle 05:19 (ora italiana), secondo il Centro di previsione meteorologica spaziale della NOAA. Ha causato un’ampia degradazione dei segnali radio ad alta frequenza (HF) sul lato illuminato della Terra al momento dell’eruzione, interessando il Sud-Est asiatico e l’Australia.
L’eruzione ha avuto origine dalla regione attiva 4405, un gruppo di macchie solari magneticamente complesso che ora ruota ulteriormente verso la Terra, il che significa che un’eventuale attività continuativa potrebbe avere un impatto più diretto sulla Terra e sui preparativi per Artemis II nei prossimi giorni. L’eruzione ha anche innescato un’espulsione di massa coronale (CME) con una possibile componente diretta verso la Terra. I modelli NOAA e NASA presentano lievi discrepanze. Il modello NOAA prevede un impatto radente, mentre quello NASA suggerisce un impatto più diretto. In entrambi i casi, sono possibili tempeste geomagnetiche di classe G2-G3 tra il 31 marzo e l’1 aprile.

L’attività solare influenzerà il lancio della missione Artemis II?
La NASA si sta preparando al lancio di Artemis II, la sua prima missione con astronauti sulla Luna dal 1972, con il decollo previsto non prima dell’1 aprile alle 18:24 EDT (le 00:24 del 2 aprile in Italia). La missione porterà quattro astronauti in un viaggio di 10 giorni intorno alla Luna, ma l’intensificarsi dell’attività solare potrebbe complicare i preparativi se le condizioni dovessero peggiorare.
“La NASA sta prestando molta attenzione al prossimo lancio di Artemis II“, ha dichiarato la fisica solare Tamitha Skov a Space.com in risposta a un commento su X. “Dobbiamo prestare attenzione alle esplosioni radio. Queste possono avere un impatto significativo sulle comunicazioni radio HF/VHF e satellitari durante le operazioni di lancio critiche e le prime manovre orbitali!“, ha continuato Skov.
Ulteriori brillamenti di tipo X provenienti dalla macchia solare 4405 potrebbero indurre i responsabili della missione a rivedere il programma.
Possibili aurore boreali
I funzionari della NASA non sono gli unici a seguire con attenzione le esplosioni solari di questa settimana. Anche gli appassionati di aurore boreali saranno entusiasti della prospettiva di un possibile impatto radente della veloce CME rilasciata durante l’eruzione. Il Centro di previsione meteorologica spaziale della NOAA ha emesso un’allerta di tempesta geomagnetica moderata (G2) per il 31 marzo, con possibili condizioni di tempesta minore (G1) il 30 marzo e l’11 aprile.
Se la CME dovesse colpire la Terra in modo radente, potrebbe innescare condizioni di tempesta geomagnetica e rendere visibili le aurore boreali a latitudini inferiori rispetto al solito. Secondo la NOAA, se le condizioni saranno favorevoli, in condizioni di gravità G2 le aurore boreali potrebbero essere visibili fino a sud di New York, Wisconsin e dello stato di Washington.



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