Le Hawaii stanno facendo i conti con una devastazione senza precedenti recenti. Quella che i funzionari statali hanno definito la peggiore alluvione dal 2004 ha trasformato il paradiso del Pacifico in uno scenario di emergenza. Piogge torrenziali, cadute su un terreno già saturo dalle tempeste della settimana scorsa, hanno travolto infrastrutture, abitazioni e comunità intere, spingendo il Governatore Josh Green a una prima, drammatica stima dei danni: oltre un miliardo di dollari.
Oahu e Maui sotto assedio
La North Shore di Oahu, celebre in tutto il mondo per le sue onde da surf, è stata sommersa da acque fangose che hanno trascinato via auto e minacciato centinaia di abitazioni. A Waialua e nelle zone a Nord di Honolulu, circa 5.500 persone hanno ricevuto ordini di evacuazione, poi parzialmente revocati. Situazione critica anche a Maui, in particolare a Lahaina. La comunità, ancora profondamente scossa dai tragici incendi del 2023, ha dovuto affrontare una nuova minaccia: i bacini di contenimento hanno quasi raggiunto la capacità massima, costringendo le autorità a elevare l’allerta da avviso a vero e proprio ordine di evacuazione per alcune zone.
Soccorsi eroici e nessuna vittima
Nonostante la violenza dell’acqua, al momento non si registrano morti o dispersi. I soccorritori hanno lavorato senza sosta, traendo in salvo più di 200 persone. Tra le operazioni più complesse, il salvataggio aereo di 72 tra bambini e adulti bloccati in un campo estivo sulla costa occidentale di Oahu.
L’incubo della diga di Wahiawa
Il timore più grande per le autorità rimane la tenuta della diga di Wahiawa, una struttura in terra risalente al 1906. Già classificata come “ad alto potenziale di pericolo“, la diga è stata monitorata minuto per minuto a causa del rischio di un cedimento imminente. Sebbene i livelli del bacino siano leggermente scesi sabato mattina, la portavoce della gestione emergenze di Oahu, Molly Pierce, ha avvertito che la saturazione del suolo rende il sistema estremamente vulnerabile: “Basta una minima quantità d’acqua per far precipitare di nuovo la situazione“.
Le cause: “Kona Low” e il clima
I meteorologi identificano la causa di questo disastro nei cosiddetti “Kona lows“, sistemi ciclonici invernali caratterizzati da venti meridionali che convogliano enormi masse d’aria umida sull’arcipelago. Gli esperti del National Weather Service sottolineano però un dato: la frequenza e l’intensità di queste piogge estreme sono in aumento, un fenomeno legato al riscaldamento globale.
La cautela resta massima
Mentre il cielo inizia a mostrare i primi sprazzi di azzurro, la cautela resta massima. Con il terreno incapace di assorbire ulteriori precipitazioni, anche brevi rovesci potrebbero causare nuovi straripamenti istantanei. Il Governatore delle Hawaii, che ha già ricevuto rassicurazioni di supporto federale dalla Casa Bianca, ha confermato che la priorità ora è la valutazione dei danni a scuole, aeroporti e strade, mentre la popolazione inizia lentamente a rientrare nelle case per ripulire le macerie.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?