Terremoto in Grecia: forte scossa nella Penisola Calcidica | DATI e MAPPE

Una forte scossa di terremoto si è verificata in Grecia alle 21:08 locali (le 20:08 italiane) di oggi, mercoledì 25 marzo

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Una forte scossa di terremoto si è verificata in Grecia alle 21:08 locali (le 20:08 italiane) di oggi, mercoledì 25 marzo. I sismografi hanno registrato un terremoto di magnitudo 5 con epicentro individuato 10km ad est di Ouranoupolis, località della Penisola Calcidica, nella Grecia nordorientale. Il sisma è avvenuto ad una profondità di 9km. Al momento, non sono noti danni a persone o cose.

Un contesto geodinamico complesso: l’Egeo tra Africa ed Eurasia

Per comprendere la sismicità della Calcidica è necessario allargare lo sguardo all’intero bacino dell’Egeo, una delle regioni più dinamiche dal punto di vista tettonico in Europa. Qui si incontrano e interagiscono diverse placche: la placca africana, che si muove verso nord, e quella eurasiatica, con la microplacca egea che funge da zona intermedia di deformazione. Il movimento della placca africana, che avanza di alcuni millimetri all’anno sotto quella eurasiatica, genera una compressione che viene “assorbita” attraverso un sistema articolato di faglie, subduzione e deformazioni crostali. Questa energia non si libera in un unico punto, ma si distribuisce lungo numerose strutture, dando origine a una sismicità diffusa e continua.

Nel Mar Egeo orientale, inoltre, il regime tettonico è in gran parte estensionale: la crosta tende ad “allargarsi” e assottigliarsi, favorendo la formazione di faglie normali responsabili di terremoti anche significativi, come quello dell’Egeo del 2020 di magnitudo 7.0.

La Calcidica e il Monte Athos: un mosaico di faglie attive

La Penisola Calcidica, con le sue tre “dita” che si protendono nel Mar Egeo, è attraversata da un sistema di faglie meno noto rispetto ad altre zone greche, ma comunque attivo. In particolare, l’area di Ouranoupolis e del Monte Athos è caratterizzata da faglie crostali superficiali, spesso sommerse o costiere, che generano terremoti di magnitudo moderata ma frequenti. Dal punto di vista geologico, si tratta di una zona “di transizione”: non è un margine di placca principale, ma un’area interna alla microplacca egea dove le tensioni si distribuiscono in modo complesso, generando una sismicità diffusa piuttosto che concentrata.