Terremoto in Grecia, raffica di forti scosse nell’Epiro | DATI e MAPPE

La sismicità del settore nordoccidentale della Grecia non è un fenomeno casuale, ma il risultato di una complessa architettura tettonica

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Questa mattina la terra ha tremato più volte con intensità nella regione nordoccidentale della Grecia. Tre scosse di terremoto (magnitudo mb 4.9 alle 10:05 e 10:40 e 4.6 alle 10:50) sono state registrate dalla rete INGV, con epicentro localizzato nell’Epiro. Secondo i dati dell’Istituto, l’ipocentro è stato individuato a una profondità di tra 11 e 18 km. Si è trattato quindi eventi crostali: una tipologia di scosse che, data la relativa vicinanza alla superficie, tendono ad essere distintamente avvertite dalla popolazione locale e nelle aree limitrofe, incluse alcune zone della vicina Albania e delle isole ioniche. Al momento non si segnalano danni.

La dinamica geologica del Nord/Ovest

La sismicità del settore nordoccidentale della Grecia non è un fenomeno casuale, ma il risultato di una complessa architettura tettonica. A differenza della Grecia meridionale, dove domina il fenomeno della subduzione (la placca africana che scorre sotto quella euroasiatica), nel Nord/Ovest la situazione è dominata dalla collisione continentale. Qui, la microplacca Adriatica spinge direttamente contro il blocco greco-balcanico. Questo “scontro” frontale comprime la crosta terrestre, sollevando le catene montuose circostanti e accumulando nel tempo una quantità enorme di energia elastica.

Questa costante compressione si manifesta attraverso numerose faglie di sovrascorrimento, fratture dove enormi blocchi di roccia scivolano gli uni sopra gli altri per scaricare la pressione accumulata. La dinamica regionale è ulteriormente complicata dalla vicinanza alla Faglia di Cefalonia, una profonda cicatrice crostale situata poco più a Sud/Ovest, dove le placche scorrono lateralmente. Le tensioni prodotte da questo scorrimento si ripercuotono spesso sulle strutture interne del continente, attivando faglie secondarie come quella che ha generato il sisma odierno. La profondità di 17-18 km conferma che la rottura è avvenuta nella crosta superiore, una profondità tipica per i meccanismi di compressione che caratterizzano l’Epiro.