di Gianluca Congi – Sui monti più alti del Gran Bosco d’Italia, nonostante il 21 marzo sia trascorso da qualche giorno, la primavera sembra ancora molto lontana. Le antichissime montagne di questo granitico altipiano sono ammantate da tanta neve. In alcuni punti ci sono da 1,5 a 2 metri di manto nevoso, come a monte Botte Donato, a quasi 2.000 metri sul livello del mare. Quassù si respira la bellezza universale di quanto la natura possa offrire. Guardando l’orizzonte, la Sila, appare come una linea contraddistinta da più rilievi in sequenza, con forme ondulate, dolci e coperte da foreste. Siamo nel cuore del Mediterraneo, dove il mar Jonio sembra a portata di mano, un’illusione incredibile quanto fantastica.
Il verde cupo delle endemiche pinete di Pino laricio calabro si fonde con l’azzurro, del cielo o del mare, poco importa, entrambi sono quasi un paradosso paesaggistico quassù! La Sila calabrese, una terra dell’estremo Meridione d’Italia, emersa quando gran parte dell’Italia sonnecchiava sotto il mare. Le immagini provengono dal tetto bianco della Sila, monte Botte Donato (1928 metri) e dalle sue piste sciistiche, regolarmente aperte anche in piena primavera.







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