Martedì 28 aprile, alle ore 21.00, si terrà il sesto appuntamento della rassegna “Lo strappo nel cielo di carta” presso il Planetarium Pythagoras di Reggio Calabria. L’incontro, a cura del filosofo della scienza reggino Gianfranco Cordì, promette di essere un’occasione unica per esplorare il concetto di mito attraverso una lettura filosofica e culturale. Il tema scelto per questa serata affronterà il mito come narrazione e simbolo, partendo da suggestioni musicali e giungendo a riflessioni profonde sulla sua funzione nel pensiero umano.
Il mito e la sua funzione nella cultura
“Tappetini nuovi, Arbre Magique/Deodorante appena preso che fa molto chic”, cantavano nel 1993 gli 883 nel loro brano “Sei un mito”, facendo riferimento a una figura femminile affascinante. Con questa citazione musicale, il Prof. Gianfranco Cordì introduce il pubblico alla sua riflessione sul mito, che è, secondo lui, più di una semplice leggenda. Il mito è racconto, nel suo significato originario, e in quanto tale, diventa uno strumento per comprendere le grandi narrazioni della storia umana.
Durante la conferenza, il filosofo reggino esplorerà come il mito si inserisce nel contesto delle narrazioni che costituiscono la nostra comprensione del mondo. Un percorso che affonda le radici nelle teorie di Bronislaw Malinowski, l’antropologo che ha definito il mito non come una semplice spiegazione scientifica, ma come un elemento che dà continuità alla tradizione culturale, rafforzando la connessione tra passato e presente. Come affermato dallo stesso Malinowski: “il mito non è un semplice racconto né una forma di scienza, né una branca d’arte o di storia né una narrazione esplicativa. Esso compie una funzione sui generis strettamente connessa con la natura della tradizione e la continuità della cultura”.
Da Platone a Massimo Cacciari: la storia del mito
Il racconto filosofico del mito prosegue attraverso i secoli, partendo dalle riflessioni di Platone e arrivando fino agli scritti contemporanei di Massimo Cacciari, in particolare l’opera Dell’inizio, che sarà uno dei riferimenti principali della conferenza. Cacciari, noto per la sua analisi del pensiero e delle narrazioni filosofiche, offre una visione che collega il mito alle questioni fondamentali sull’esistenza, sul principio e sull’inizio delle cose.
Il Prof. Cordì intende quindi accompagnare il pubblico in un viaggio che esplora il passaggio dal mito greco e le sue rappresentazioni attraverso Platone fino alla filosofia contemporanea, concludendo con un’analisi dell’eschaton – il concetto di fine dei tempi e della vita ultraterrena, presente nell’opera Della cosa ultima di Cacciari. L’esplorazione del mito si arricchisce di significati che vanno oltre la semplice narrazione, trasformandosi in una riflessione profonda sulla condizione umana e sulla sua relazione con il divino.
Il Cathecon: la forza che frena il caos
Un altro punto cruciale della conferenza sarà l’introduzione al concetto di cathecon, un termine che deriva dalla Seconda Lettera di San Paolo ai Tessalonicesi. Il “cathecon” è descritto come un potere che frena, che impedisce la manifestazione del male prima del suo tempo. La citazione recita: “e ora lo sapete che cosa lo trattiene perché non si manifesti se non nel suo tempo. Il mistero dell’iniquità è già in atto, ma è necessario che sia tolto di mezzo colui che lo trattiene. Allora l’empio sarà rivelato e il Signore Gesù lo distruggerà con il soffio della sua bocca e lo annienterà con lo splendore della sua venuta”.
L’appuntamento di martedì 28 aprile rappresenta un’occasione imperdibile per tutti coloro che desiderano approfondire il tema del mito e della sua evoluzione attraverso il pensiero filosofico. Con un ingresso gratuito e senza necessità di prenotazione, il pubblico potrà godere di una serata di riflessione intensa e stimolante, che non solo esplora il passato, ma si interroga anche sulle sfide del presente e del futuro.
Il Planetarium Pythagoras di Reggio Calabria ospiterà così una serata di alta cultura, dove la filosofia si incontra con la storia e la spiritualità, offrendo spunti per riflettere sul nostro mondo e sul mito che continua a guidarci.


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